L’inquilino georgiano, a cui aveva affittato l’appartamento, non paga e il proprietario procede con la messa in mora e lo sfratto, ma al momento dello sgombero trova altri due inquilini, a lui sconosciuti e per di più agli arresti domiciliari. Una storia che potrebbe sembrare surreale, ma che in realtà rappresenta un’assurda realtà dei tempi che corrono.

Ma facciamo un passo indietro. Il proprietario aveva affittato il suo appartamento di via Castromediano nel quartiere San Pasquale, a un inquilino di origine georgiana, che da mesi non pagava l’affitto. A questo punto decideva di procedere con la messa in mora e lo sfratto. Il giudice, dopo aver convalidato lo sfratto e, dopo aver fatto tutte le notifiche opportune, fissa le due date di rilascio, l’ultima il 29 ottobre scorso. Il proprietario dell’abitazione era convinto di aver finalmente risolto il problema che si trascinata ormai da tempo, privandolo del proprio bene.

Il 29 ottobre il proprietario chiede l’intervento della Polizia per l’esecuzione dello sfratto, avendo visto all’interno un cittadino georgiano a lui sconosciuto. Giunti all’appartamento, però, viene fatta l’assurda scoperta.

All’interno di casa gli sconosciuti sono due. Al momento dell’identificazione si scopre che i due sono agli arresti domiciliari con l’accusa di aver messo a segno una rapina in un supermercato una quindicina di giorni prima.

Sovraffollamento della carceri? Eccesso di indulgenza? Non sappiamo da cosa sia stata dettata la scelta del giudice. Sta di fatto che in questa bolgia legislativa il locatario non è stato avvisato dell’intenzione, nonostante la legge lo imponga, in quanto nemmeno lui a questo punto è padrone di entrare in casa sua perché commetterebbe un reato, violando i domiciliari degli “ospiti” georgiani. Un paradosso della legge italiana, che permette ai delinquenti di poter scontare la pena degli arresti domiciliari in una casa privata senza che il proprietario ne sappia nulla.

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