“La sua vita ormai è stata rovinata”. Il padre di Annamaria Cagnazzo, la bimba che a luglio 2017 ha bevuto un bicchiere con all’interno della sostanza alcalina presso la sala ricevimenti Villa Menelao, sa che sua figlia non potrà più tornare alla normalità.

“Per colpa del loro errore – dice ormai rassegnato Giovanni Cagnazzo -, quando finiremo con questa trafila per far dilatare il più possibile l’esofago, mia figlia dovrà sottoporsi annualmente alla gastroscopia poiché, questo tipo di operazioni, portano alla formazione di tumori e dunque deve essere controllata costantemente”.

Ogni 21 giorni – spiega Giovanni – Annamaria si sottopone all’intervento di dilatazione dell’esofago. Da 4 millimetri, adesso siamo arrivati a un diametro di 11 millimetri, senza contare il fatto che un bambino di 10 anni ha in media un diametro di 25 millimetri. Queste operazioni da adesso in poi avranno una cadenza di 5 settimane uno dall’altro per vedere se ci saranno ulteriori miglioramenti”.

“Per fortuna – afferma speranzoso il padre di Annamaria -, grazie all’equipe del professor De Angelis, mia figlia da alimenti liquidi è passata a mangiare cibi semiliquidi, ma ha sempre problemi nel deglutire. Nonostante questo è tornata al suo peso forma”.

Se dal punto di vista fisico Annamaria sta avendo degli enormi progressi, non si può dire lo stesso da quello processuale. “Per la chiusura del Tribunale Penale – conclude – siamo ancora fermi. I nostri avvocati ci hanno riferito che comunque dobbiamo aspettare oltre tre anni affinché tutto si concluda. Nel frattempo siamo in attesa che l’assicurazione di Villa Menelao ci dia il giusto risarcimento perché da 15 mesi facciamo da spola tra Bari e Parma, per consentire a nostra figlia di riprendersi nel modo migliore”.

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