Sono 4 mesi che Anna Maria è in ospedale. Tanti, troppi, per una bambina che aveva solo chiesto un bicchiere d’acqua. Purtroppo però in quella bottiglia c’era della sostanza alcalina, un acido con pH 14, compatibile con un prodotto per la lavastoviglie, come riportato sui documenti dell’ospedale. Mai nessuno avrebbe potuto pensare che tutto ciò potesse accadere in una nota sala ricevimenti come Villa Menelao a Turi, così tanto conosciuta da non potersi permettere un simile errore.

La famiglia ha dovuto fare le valigie e dirigersi a Parma, in un centro specializzato: “A Bari, al Giovanni XXIII, – spiega il padre – l’8 settembre l’hanno dimessa nonostante l’esofago fosse in continuo peggioramento. Lo stesso ospedale che ha impiegato 31 lunghissime ore per capire che cosa avesse ingerito”.

“Inizialmente – spiega il padre Giovanni Cagnazzo – si era pensato fosse per colpa di una allergia alimentare, una diagnosi fatta da alcuni medici presenti in sala che ha depistato i dottori dell’ospedale. Purtroppo la sostanza bevuta da mia figlia era inodore e insapore. Per fortuna aveva lo stomaco pieno. Se il cameriere avesse denunciato immediatamente l’accaduto forse Anna Maria si sarebbe ripresa subito”.

“Grazie all’intervento dei Carabinieri del NAS – racconta il padre – è stato sequestrato l’acido che Anna Maria ha ingerito”. La famiglia Cagnozzo ha sporto denuncia contro Villa Menelao, le indagini sono tutt’ora in corso. “Mi chiedo – continua – come quel cameriere riesca dormire sereno dopo quello che ha fatto a mia figlia. Lui che, secondo alcuni testimoni, ha prontamente fatto sparire il bicchiere e la bottiglia incriminati. Nonostante le indagini siano secretate, sappiamo che è stato individuato”.

Solo ieri i medici, nonostante si trattasse di un operazione molto complicata, sono riusciti a intervenire sull’esofago dilatandolo di 5 millimetri. Basti pensare che in media un ragazzino di quasi 10 anni ha il diametro dell’organo di circa 15 millimetri. Anna Maria ha perso ben 12 chili, e si nutre solo con cibi frullati, ingerendoli lentamente.

“Non è solo per mia figlia, ma è per la dignità di ogni bambino. Non ha più parole, spero solo che possa tornare a vivere come tutti i suoi amici e finalmente mangiare ciò che vuole”.

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