Tutte da riscrivere le pagine di cronaca che hanno visto come protagonista l’ex direttore generale della Asl di Bari Lea Cosentino. La Cassazione ha deciso di annullare entrambe le sentenze.

La prima vicenda riguarda il concorso per il posto da primario di allergologia nell’ospedale di Altamura, ritenuto truccato dai pm. Secondo i magistrati il fatto non sussiste e per questo motivo l’ex dg della Asl di Bari Lea Cosentino e i 6 imputati, tra dirigenti Asl e medici, sono stati assolti dalle accuse di falso.

Sono stati assolti l’allergologo Eustachio Nettis (vincitore del concorso incriminato e condannato in appello a 3 anni e 6 mesi di reclusione), l’ex direttore sanitario della Asl di Bari Giuseppe Lonardelli, l’ex dirigente dell’ufficio legale della Asl di Bari Leonardo Digirolamo, gli allora primari dei reparti di allergologia degli ospedali di Caserta e Civitanova Marche, Agostino Cirillo e Stefano Pucci, e il funzionario della Asl di Altamura, Vito Modesto Mastrangelo (tutti condannati in secondo grado a pene tra i 10 e gli 8 mesi di reclusione).

La Cassazione, riguardo la bonifica degli uffici dell’Asl da eventuali microspie voluta dalla stessa dg, ha deciso di annullare la sentenza, ma questa volta con rinvio. Lea Cosentino, l’ex capo area della Gestione Patrimonio dell’Asl di Bari Antonio Colella e l’investigatore privato Antonio Coscia sono stati ritenuti responsabili di peculato. I tre dovranno essere nuovamente processati per rideterminare la pena inflitta nei loro confronti. Confermata invece la condanna al risarcimento nei confronti della Regione Puglia.

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