Nicola Maselli è un poeta contemporaneo, metropolitano come la città di Bari. Lo abbiamo intercettato sul lungomare Nazario Sauro, suo personale rifugio di pace e ispirazione. In verità, ci ha intercettati lui. Come del resto era già capitato a luglio con Vittorio Costantino, la settimana dopo ad Acquaviva con Giuseppe Nardelli e qualche giorno dopo ancora con l’intransigente Carmine, con il quale ci siamo imbattuti a pochi metri dalla nostra redazione.

Il Maselli inizia subito paragonando Bari ad una bellissima donna “che tu ami, ma la puoi anche odiare perché quando fai l’amore con lei ti accorgi che non è né una donna né un uomo ma è una cosa imprevedibile, indivisibile e inconcepibile”. Tematiche attuali quindi, come la teoria gender, traslate in più avvolgenti discorsi sulla bontà di una gestione politica che non convince affatto il nostro esigente poeta. Maselli tira in ballo socialisti, democristiani, comunisti, Godot e perfino il Kamasutra. Passa dall’orgasmo al Papa senza perdere il filo del discorso. Considerazioni pregne di significati che inevitabilmente scrivono un’altra pagina importante nella nostra rubrica delle interviste impossibili.

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