Il coronavirus circola in Italia dal novembre del 2019, 3 mesi prima della scoperta del paziente 1 di Codogno.

La clamorosa scoperta è dell’Università Statale di Milano che ha pubblicato i risultati di uno studio sulla rivista Emerging Infectious Diseasese.

Il caso riguarda un bambino di 4 anni che il 21 novembre si ammala di tosse e raffreddore, il 30 novembre viene portato al Pronto Soccorso perché vomita e fatica a respirare.

Gli viene fatto un tampone in gola, si pensa al morbillo ma non è la diagnosi giusta. Ma i medici non possono ancora immaginare che si tratti di covid. Come previsto dalla prassi, il tampone viene conservato nel freezer e a quasi un anno di distanza è stato nuovamente analizzato ed è stata trovata traccia del Sars-Cov2.

“Per essere completamente sicuri che si trattasse di coronavirus abbiamo letto anche tutte le basi di una porzione del suo Rna, che corrisponde al cento per cento con quello di Wuhan” – spiegano i ricercatori -. Per avere i primi sintomi il 21 novembre, il bambino si è probabilmente contagiato 4 o 5 giorni prima. Né lui né la sua famiglia avevano viaggiato. Quindi il coronavirus era già presente in Nord Italia a metà novembre, confuso con i sintomi dell’influenza”.

 

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