Cosa pensano le prostitute del coronavirus? Com’è cambiato il “lavoro” ai tempi del covid? Il modo di approcciare con il cliente? E il sesso? Tanti interrogativi che proviamo a sciogliere tornando ancora una volta sulla strada che collega Adelfia e Rutigliano, dove a quanto pare il viavai di clienti non si è arrestato nonostante l’epidemia che sta mettendo in ginocchio l’Italia intera.

Tra diti medi e lancio di alcuni oggetti sull’auto, l’accoglienza non è stata delle migliori, come d’altronde potevamo immaginare. Però siamo riusciti a fare quattro chiacchiere con un paio di loro e capire cosa ne pensano effettivamente di questa situazione.

Coincidenza o no, quelle con cui abbiamo parlato rientrano a pieno nella categoria dei negazionisti del coronavirus. “Io non credo al covid ma se il cliente non usa la mascherina e non si disinfetta le mani, io nemmeno salgo sull’auto – racconta la prima prostituta -. Ma questo coronavirus non esiste”.

Il dibattito poi si sposta sul tema centrale della sicurezza. C’è chi infatti, pur essendo positivo, non rinuncia a fare sesso con le prostitute, mettendo così in rischio la salute delle donne.

“C’è contatto fisico ma questo vale per ogni cosa, anche quando vai a fare la spesa puoi toccare una pesca e prendere il virus – conclude con filosofia -. Se si fa sesso, si usa la mascherina ma niente sesso orale”.

“Per me non ci sono problemi se tu sei positivo”. La dichiarazione di questa prostituta ci ha lasciato davvero spiazzati.

Sulla strada che collega Adelfia-Rutigliano ci si continua a prostituire, senza nessuna vigilanza e rispetto delle norme di sicurezza. Il tutto mentre si parla di un lockdown nazionale, gli ospedali si riempiono, la Puglia rischia di diventare zona rossa e i morti nei prossimi giorni sono destinati ad aumentare. 

 

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