Potenza di fuoco a scoppio ritardato e nessun click a facilitare l’ultima tranche della cassa integrazione, quella relativa al periodo compreso fra il 9 maggio e il 13 giugno, arrivata solo giovedì scorso.

Coronavirus e burocrazia hanno fatto di Annamaria, donna separata che lavora da tutta una vita, una nuova povera. Bollo, mutuo, bollette di luce e acqua da pagare – circa 3000 euro – e nemmeno un centesimo in saccoccia fino a pochi giorni fa per far fronte alle spese.

Annamaria lavora nel settore dei matrimoni, è una sarta. Per lei e molte sue colleghe la mazzata è stata tremenda. Annamaria è stata costretta a chiedere addirittura i buoni spesa al Comune al tempo del lockdown perché anche in quel caso senza cassa integrazione non sapeva come altro fare.

Sua sorella l’ha aiutata a pagare la bolletta della luce, perché nel frattempo è arrivato il sollecito. Una situazione purtroppo comune a molti, che la lavoratrice arrabbiata ha testimoniato in questa intervista.

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