Calano i contagi da coronavirus, diminuiscono i pazienti ricoverati, compresi quelli in terapia intensiva, ma al tempo stesso crollano drasticamente le vendite delle mascherine, lo strumento più efficacie per combattere le diffusione del covid-19 di cui al momento disponiamo, insieme ovviamente alla corretta igiene delle mani e al distanziamento sociale.

Tutti mezzi economicamente accessibili, su cui quindi non bisognerebbe risparmiare, ma basta farsi un giro per le strade di una qualunque città, Bari compresa, per rendersi conto che la grande paura sembra ormai passata.

Non bastasse la percezione, le statistiche di Federfarma parlano di un crollo verticale, se ne vendono due terzi in meno rispetto al periodo di piena emergenza. Sa da un lato si può anche capire, leggendo il bollettino giornaliero diffuso dalla Protezione Civile nazionale e dalle Regioni, è anche vero che la cronaca registra ultimamente diversi focolai.

All’estero, la situazione non è affatto incoraggiante; oltre ad alcuni nuovi lockdown, come per esempio in Catalogna, i dati di Messico e Stati Uniti, solo per citare le situazioni più allarmanti, sono disastrosi.

Poco importa se per gli esperti ci sono oltre 6 milioni di lavoratori a rischio, la mascherina sembra ormai essere solo un accessorio da portare al gomito, al polso o sotto al mento, a “sfoggiarla”, quando non addirittura dimenticata nelle tasche dei jeans, sembrano essere soprattutto i più giovani.

Abbiamo fatto un giro per le strade di Barivecchia domenica sera, a naso un buon 80% delle persone va tranquillamente in giro senza, come se il coronavirus, i morti e il lockdowon non fossero mai esistiti.

Certo all’aperto ci è stato detto che non serve, ma gli esperti raccomandano di non abbassare assolutamente la guardia e di continuare a rispettare le misure di sicurezza per limitare la diffusione del contagio. Il pericolo di dover chiudere tutto di nuovo non è affatto scongiurato, ne sanno qualcosa all’estero.

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