Nato a Grumo il 23 novembre 1985, Luigi Pascazio ha vissuto la sua infanzia a Bitetto, attorniato da amici. Un ragazzo come tanti, sempre sorridente, che amava profondamente la sua famiglia.

Luigi, cresciuto seguendo le orme del papà poliziotto, ha sempre sognato di indossare la divisa. Lo hanno chiamato il “ragazzo con l’uniforme”. Luigi Pascazio era caporal maggiore scelto dell’Esercito Italiano. Apparteneva al 32mo Reggimento Genio Guastatori Alpini con sede a Torino.

La sua vita è stata spezzata la mattina del 17 maggio 2010, all’età di 24 anni. Il caporal maggiore scelto a marzo di quello stesso anno era partito per una missione in Afghanistan. Luigi Pascazio è saltato in aria insieme ad alcuni commilitoni a Herat mentre era a bordo di un Lince, rimasto vittima di un attentato.

Dieci anni dopo, i genitori e le sorelle di Luigi non smettono di tenere vivo il suo ricordo, affinché il suo sacrificio non sia vano. In mattinata la cerimonia in forma riservata a causa delle restrizioni imposte dalla pandemie da parte della pubblica amministrazione. Alle 19 la messa in streaming.

“La sua vita semplice, concentrata sull’obiettivo che voleva perseguire con dedizione e sacrificio – dice la famiglia – sia da esempio per i più giovani. Da quel giorno nulla è stato più uguale. Luigi era capace di trasmettere il buon umore attraverso la sua forte personalità e il suo carattere solare. Sapeva il rischio a cui andava incontro, ma era determinato. Privato ancora della verità e dei riconoscimenti che meritava, ogni anno il 17 maggio è un giorno speciale. Riposa in pace caro Luigi, manchi a quanti ti hanno conosciuto e amato. Ti conserviamo nei nostri cuori con la speranza che il tuo ricordo resti vivo nel tempo”.

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