La crisi economica dovuta all’emergenza coronavirus ha messo in ginocchio diversi settori. Tra tutti, quello più colpito è il turismo. Tra alberghi e bed & breakfast, ci sono anche i parchi a tema che dovranno restare chiusi fino al via libera del Governo.

Alessandro Balestra del parco Carrisiland ha voluto denunciare con una lettera la sua situazione. Da anni è dipendete stagionale del parco acquatico pugliese e non potendo lavorare a causa dell’emergenza sanitaria ha fatto richiesta per il bonus di 600 euro. La domanda però è stata respinta poiché non risulta tra i dipendenti legati al settore del turismo, nonostante i parchi a tema vivono anche grazie all’afflusso di turisti. Di seguito la lettera indirizzata al Governo.

Egregio signor Ministro, voglio raccontarle la storia di un italiano e di una intera categoria di “italiani” invisibili. Da diversi anni sono dipendente stagionale di un parco acquatico e tematico qui in Puglia. Come tale ogni anno ho lavorato da marzo/aprile fino a settembre con regolari contributi e un contratto a tempo pieno determinato.

Il Contratto collettivo applicato è il CCNL per i dipendenti da aziende del settore turismo – FEDERALBERGHI, FAITA, CONFCOMMERCIO, come risulta dal mio UNILAV. Non potendo per ovvi motivi riprendere il lavoro ho presentato la domanda del bonus da 600€ che mi è stata respinta perché́ non risulto un lavoratore stagionale nel settore del turismo.

A oggi io e tutti i miei colleghi di settore siamo costretti a non poter riprendere il lavoro per la mancanza di linee guida e soprattutto siamo privi di qualsiasi tipo di sostegno in quanto il codice ateco dei parchi (93.21.00) non è stato inserito nel decreto Cura Italia.

A quanto sembra anche nel decreto Rilancio si sono completamente dimenticati della nostra categoria. Le aggiungo che l’associazione di categoria si è’ interfacciata con alcuni membri del governo i quali hanno risposto che il codice ateco dei parchi divertimento non è stato considerato perché non siamo riconosciuti come settore turistico. Uno scandalo! Gardaland, Leolandia, Mirabilandia, Carrisiland ecc. circa 25000 lavoratori stagionali tagliati fuori… siamo davvero molto delusi!

Facciamo il lavoro che più amiamo fare, cercando di valorizzare il più possibile l’azienda per cui lavoriamo. Buon lavoro per chi come noi ama il suo lavoro, ma è costretto a non farlo restando a casa, e si sente dimenticato dalle istituzioni che non hanno previsto né un piano di riapertura (anche a lungo termine), né un minimo di indennità per chi ci lavora.

“Nessuno resterà indietro” disse il Presidente. Noi siamo indietro. Ieri sera dopo un mese e 14 giorni è arrivata la risposta dell’Inps: respinta. È  arrivata la respinta. Motivazione? Un lavoratore stagionale di un parco acquatico non risulta nei settori produttivi del turismo. È clamoroso. La ringrazio per aver letto questo messaggio, sperando che Lei possa portare il nostro disagio nelle dovute sedi. Saremo ancora considerati lavoratori di serie B anche nei prossimi mesi?”.