Lasciati in mezzo al mare, in balia delle onde e degli eventi, respinti come clandestini. Molti porti sono chiusi, gli equipaggi e i passeggeri di diverse imbarcazioni sono impossibilitati a tornare dai propri cari con molti che decidono di confinarsi nelle proprie cabine, per paura di essere contagiati.

La nave Costa Victoria è attraccata giorni fa a Civitavecchia dopo aver navigato in cerca di un approdo dopo mille peripezie. Dopo il ricovero in Grecia di una passeggera argentina imbarcata a Dubai e risultata poi positiva al coronavirus, la nave si è diretta in quarantena verso l’Italia.

Centinaia di turisti sono stati fatti sbarcare, così come 50 dei 770 dipendenti della Costa. Gli altri sono ancora a bordo isolati in attesa di essere sottoposti al tampone. Una ragazza di Palo, membro dell’equipaggio e del dipartimento Galley, è riuscita a scendere dall’imbarcazione e tornare a casa.

“Eravamo in India e dovevamo ancora fare tappe importanti come quella delle Maldive per poi tornare in Italia – racconta la giovane pugliese -. Scoppiato il caso volevamo attraccare a Venezia ma era già tutto chiuso. Anche il porto di Messina ci ha respinto. L’unico disponibile era quello di Dubai, dove siamo rimasti per 4 giorni. Lì hanno imbarcato gente che non doveva salire sulla nostra nave perché il virus si era già diffuso”.

“Uno di questi passeggeri ha iniziato a non sentirsi bene e ad avvertire i sintomi. Ripartiti, abbiamo fatto un attracco d’emergenza in Grecia. Si è sottoposto al test, è risultato positivo ed è stato ricoverato in ospedale – spiega la ragazza originaria di Palo -. Di conseguenza l’intero equipaggio e tutti i passeggeri si sono messi in quarantena. Per cinque giorni sono stata isolata in nave, ora sono tornata a casa e devo rispettare il periodo di 15 giorni. Arrivati a Roma da un momento all’altro ci hanno detto di sbarcare, nello stesso giorno abbiamo preparato bagagli e alcuni di noi sono scesi”.

“Voglio sottolineare che la decisione di far imbarcare altri passeggeri a Dubai è stata insensata – conclude -. Non doveva verificarsi. Si doveva evitare di far salire sulla nave una persona che poi è risultata positiva per evitare questa situazione ed eventuali altri casi di contagio”.

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