L’emergenza sanitaria del coronavirus non ferma il mondo del lavoro, seppur fortemente limitato. Nonostante il grande periodo di incertezza che l’Italia sta attraversando, il governo ha deciso di mantenere aperti uffici e imprese per non bloccare il sistema produttivo ed economico del Paese. Diverse aziende, dopo essersi preoccupati della salute dei propri dipendenti, si sono interrogate sul cosa fare.

Tra queste la Biosalus che ha iniziato anche prima dell’approvazione del decreto ministeriale a prendersi cura dei propri dipendenti, cercando di contenere il più possibile la possibilità del contagio da coronavirus. Da subito sono state attivate alcune norme di buonsenso e tutela a scopo precauzionale.

Biosalus Italia, per esempio, ha istituito all’ingresso della propria sede barese un posto di controllo per misurare la temperatura corporea di dipendenti e visitatori con appositi termometri. Vengono consegnati anche guanti, previsto anche gel igienizzante all’entrata, e mascherine FPP3. Nelle stanze, infine, è messo a disposizione un battericida per tenere sanificati gli ambienti.

La Plastic Puglia di Monopoli ha imposto il divieto di frequentare ambienti e luoghi affollati, di parlare con chiunque a distanza non inferiore a un metro e mezzo, l’obbligo di disinfettare periodicamente le mani, di tossire o starnutire nel gomito in assenza di fazzoletto, di comunicare alla direzione aziendale stati febbrili o influenzali. Gli autisti che effettuano in azienda operazioni di scarico di materie prime o carico dei prodotti sono obbligati ad indossare la mascherina protettiva in tutte le fasi delle operazioni.

“Se dovessimo individuare – afferma Barone Vitantonio Colucci, fondatore e presidente della Plastic-Puglia – qualcuno con una temperatura corporea superiore alla soglia, o che manifesta evidenti sintomi influenzali quali raffreddore o tosse, sarà impedito l’accesso in azienda e invitato a contattare il proprio medico di famiglia affinché sia sottoposto a una indagine di carattere clinico. In qualità di titolare e responsabile della tutela della buona salute di tutti i dipendenti, Ho l’obbligo di prevenire ogni contagio infettivo. Il mio consiglio è quello di continuare a vivere e lavorare tranquillamente: è sufficiente che ognuno si abitui ad osservare responsabilmente le norme di autotutela per evitare ogni forma di contagio”.

 

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