«Il progetto del bando di quest’anno è copiato pari pari da quello mio dell’anno scorso». Nicola Valenzano, già curatore in passato di diverse edizioni del Corteo Storico di San Nicola, lo dice a chiare lettere durante la conferenza stampa organizzata dall’opposizione appositamente per parlare della nuova, e verrebbe da dire anche sciagurata, edizione della rievocazione sotto la guida dell’assessore Silvio Maselli.

L’accusa, carte alla mano mostrate in conferenza stampa, è pesantissima, ma non è l’unica. Nel calderone ce n’è per tutti i gusti, a partire dal MEPA, la piattaforma ministeriale a cui si è fatto ricorso, con vanto da parte di Maselli, per garantire trasparenza, piattaforma che però è andata in tilt proprio a ridosso della scadenza dei termini e che quindi ha lasciato fuori, tra gli altri, proprio Nicola Valenzano.

Tra le pieghe del bando, in aggiunta, sono spuntate cose a dir poco assurde: «Tra i riferimenti si parla di Bari come città di Santa Claus» ha detto Nicola Cartone, esperto nicolaiano e di cultura popolare «a Bari si è organizzato il villaggio di Santa Claus, quando in tutto il mondo si organizzano celebrazioni per San Nicola».

«Il bando demanda al Teatro Pubblico pugliese tre quarti delle cosa da fare» – aggiunge il consigliere di opposizione del Gruppo Misto Irma Melini «però la responsabilità è in capo a chi vince. Un bando in cui non c’è spazio per la progettualità, visto che dice per filo e per segno cosa deve essere fatto, e che è scritto appositamente per i grandi, tagliando fuori i piccoli, nonostante dica che ci si deve avvalere delle associazioni culturali, che non possono accedere al MEPA».

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