«Nonostante tutto, un caffè con Emiliano lo prenderei anche, quasi lo perdono per quello che è successo, ma almeno incontriamoci. Non posso credere che si possa rimanere così insensibili». Mario Cardinale, ex custode del Teatro Piccinni, si rivolge all’ex sindaco di Bari.

La sua vicenda umana inizia a giugno del 2010, quando l’ex assessore alla Cultura Nicola Laforgia prese posizione contro Emiliano sulla gestione del Teatro Petruzzelli. Esaurita la polemica politica tra i due contendenti, il contratto a tempo determinato di Mario non è più stato rinnovato, nonostante le rassicurazioni dell’ex Sindaco: “Da allora – racconta Laforgia –  Mario non è stato più chiamato a lavorare. Eppure il sindaco Emiliano aveva fornito rassicurazioni sul fatto che il personale del Piccinni (chiuso poi per lavori che dovevano durare 2 anni e mezzo…) sarebbe stato reimpiegato senza perdere il proprio posto di lavoro (Repubblica 3-3-2010). Il mio carissimo amico Mario, che aveva lavorato per quattro anni con me, con impegno e dedizione, non aveva più titolo per incarichi a tempo determinato“.

Dalla politica, Mario Cardinale ha ricevuto anche altre delusioni. Ha infatti collaborato alla campagna elettorale di Antonio Decaro, che rispetta come uomo, ma che evidentemente non ha trovato una soluzione alla vicenda di Mario: «Non è che io ho dato per avere – racconta Mario – non è un obbligo, però mi aspettavo almeno un colloquio».

Dopo una serie di vicende personali, oggi Mario Cardinale sopravvive grazie all’aiuto degli amici che sono anche riusciti a trovargli un tetto sotto il quale dormire fino ad aprile, dopo mesi trascorsi in macchina. Alla politica, dopo aver frequentato le mense della Caritas, Mario manda un messaggio: «Aprite gli occhi, perché la disperazione in questa città è tanta».

 

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