Ad animare la giornata sono le associazioni studentesche Link e Uds, che costituiscono la Rete della Conoscenza. “Non possiamo assolutamente consentire al governo Monti di trasformare le nostre vite in semplice merce di scambio tuonano in coro – Se hanno in mente di proseguire con la proposte di liberalizzare il sistema formativo, non potremo che mettere in campo una resistenza durissima.

La protesta barese era solo un tassello di quella generale inscenata contemporaneamente in decine di Università italiane. Dopo la protesta plateale l’assemblea in piazza Cesare Battisti. Al centro della “rivolta”, per ora pacifica, soprattutto la proposta dell’esecutivo di abolire il valore legale del titolo di studio e poi il questionario promosso dal ministero, giudicato oltremodo  tendenzioso. Gli studenti, inoltre, non riescono proprio a mandare giù l’applicazione della riforma Gelmini attraverso i decreti attuativi n. 436 e 437. Le conseguenze principali sarebbero da un lato l’aumentano significativo delle tasse regionali per il diritto allo studio; dall’altro un ulteriore aumento delle tasse imposte dai singoli Atenei nel momento in cui si troveranno a dover assumere nuovi  docenti in sostituzione dei pensionati.

E se l’Università non se la passano bene, non va certo meglio nel mondo della Scuola. I manifestanti appoggiano la protesta contro la proposta di legge Aprea, secondo la quale nell’amministrazione degli istituti scolastici potrebbero essere coinvolti anche soggetti privati.

23 aprile 2012

Antonio Loconte

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