Il nuovo centro sarà finanziato dal Comune di Bari nell’ambito della legge 285/97 per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e gestito dalla Fondazione Giovanni Paolo II Onlus in rete con le cooperative sociali Caps, Itaca e Crea e offrirà ai cittadini residenti spazi, attrezzature e servizi finalizzati a soddisfare i bisogni di famiglie, anziani e minori, con particolare riguardo alle situazioni problematiche. Sono previsti infatti percorsi di aiuto psicologico e di prevenzione delle dipendenze e delle devianze minorili, laboratori musicali e teatrali per bambini e anziani. Non mancherà lo sportello per la mediazione interculturale e quello per l’orientamento al lavoro.

Nel suo discorso, il sindaco Emiliano ha esaltato lo spirito di sussidiarietà e reciproca collaborazione che si è creato tra le parti coinvolte, dalla Onlus, che avrà in gestione il centro, alla V Circoscrizione, che si è fortemente impegnata per la realizzazione del centro, allo stesso mons. Francesco Cacucci. Non trascura nessuno, nel suo galateo istituzionale, ma il messaggio più emozionato, lo rivolge a Japigia, la zona in cui è sorto il centro, annunciando la prossima realizzazione di 80 nuovi alloggi per gli sfollati di Via Gentile, famiglie che da trent’anni attendono “una sistemazione dignitosa”.

Il quartiere del capoluogo è anche oggetto di una vasta operazione che darà case a basso costo alle persone che da anni le attendono. Si tratterà di una sorta di quartiere nel quartiere che dovrebbe contare circa 7000 nuovi residenti. Immagine ad effetto per la chiusa del discorso:

«Domenica, ho guardato la costa, ho guardato la città dal mare, cambiando prospettiva: quelle gru in piedi che stanno dando lavoro a tante persone mi hanno dato speranza. Perché la nostra salvezza non potrà essere che nella vecchia ricetta che ha costruito l’Italia e la Puglia in particolare: tanto lavoro tanti sacrifici, tanti legami umani, insieme alla capacità di condividere».

 

Eva Signorile

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