“Il punto nascite dell’ospedale di Putignano? Riaperto solo su carta”. Continua la battaglia del Comitato “Giù le mani dal nostro ospedale” contro il depotenziamento del “Santa Maria degli Angeli”. Nonostante il decreto del Tar che imponeva lo stop alla chiusura e la riapertura del punto nascite, e in attesa della sentenza definitiva attesa per il 26 luglio, ad oggi le mamme sono costrette ugualmente a partorire altrove.

Facciamo un passo indietro. Lo scorso 5 luglio il Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia ha sospeso con un decreto l’attuazione della delibera n.1236/2017. In buona sostanza i giudici hanno stoppato la parte del piano di riordino ospedaliero della Regione Puglia che prevede lo spostamento del punto nascite da Putignano a Monopoli e il depotenziamento del “Santa Maria degli Angeli”.

La Asl di Bari ha immediatamente risposto presente: “Daremo seguito al decreto – si leggeva nel comunicato a firma del direttore generale Vito Montanaro – ma seguendo norme e tempi tecnici necessari per salvaguardare la sicurezza dei pazienti”. Sempre nella nota della azienda sanitaria locale, infatti, era specificato che “il provvedimento del Tar sospende l’attuazione del processo di riorganizzazione, imponendo il ripristino di condizioni che devono essere valutate”.

E infatti, ad oggi, il punto nascite è aperto ma solo in teoria: non sono cessate le “attività dell’Unità di Ostetricia di Putignano, con le prestazioni ambulatoriali e di Day Service” (è spiegato nella nota Asl) ma è anche vero che chi deve partorire e si rivolge al “Santa Maria degli Angeli” viene poi trasferito altrove: “È già successo qualche giorno fa, – racconta Rosalia Carrozza, del comitato cittadino – dopo il decreto del Tar c’è stato un ricovero ma la mamma ha partorito a Monopoli”.

Proprio per denunciare ancora una volta questa situazione, Martedì è stato organizzato un corteo: in testa proprio il comitato spontaneo “Giù le mani dall’ospedale”, ma a seguire anche tantissimi cittadini: mamme, papà e dipendenti dello stesso ospedale, tutti uniti per dire ‘no’ al continuo depotenziamento dell’unico nosocomio del sud-est barese e ‘sì’ al diritto alla Salute di oltre 220mila cittadini.

“Attualmente il punto nascite è aperto solo sulla carta – spiega sempre Rosalia Carrozza – il direttore generale Montanaro aveva inviato una lettera in cui invitava a sospendere tutte le attività perché erano state evacuate diverse attrezzature nell’ospedale San Giacomo. Non sarebbe quindi sicuro per le mamme venire a partorire a Putignano”.

Adesso sono tutti in attesa della pronuncia del Tar Puglia fissata per il prossimo mercoledì 26 luglio: “Noi non ci fermeremo né davanti al si, né davanti al no, anzi, in caso di riapertura chiederemo il potenziamento al primo livello perché l’ospedale di Putignano è al quinto posto a livello regionale fra i migliori ospedali nella classifica Asl”.

In attesa di una soluzione definitiva, però, ad essere penalizzate per ora sono soprattutto le mamme: “In questo momento non sanno dove andare a partorire e in qualunque caso sono costrette a percorrere diversi chilometri. Le mamme sono dei pacchi postali, niente di più”.

 

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