L’uomo che un paio di giorni fa ha minacciato di far esplodere una palazzina in via Corticelli, a Ceglie, non sarebbe nuovo a gesti di questo tipo. È il quadro che emerge dai racconti di chi quel quartiere lo vive giornalmente e ormai conosce bene l’autore del gesto.

Il 45enne, armato di accendino e una bombola di gas di 15 chili, ha inveito in dialetto barese contro i presenti e anche contro i poliziotti, riferendo di aver intenzione di ammazzare chi si avvicinasse a lui, facendoli saltare in aria. L’uomo è stato poi bloccato e trasportato presso il reparto di psichiatria di una struttura ospedaliera.

La scena sarebbe quasi sempre la stessa: grida, insulti e soprattutto minacce. In alcuni casi ha appiccato dei fuochi vicino a delle auto della strada. All’incirca 2-3 settimane fa, ha cercato di far scoppiare la bombola all’interno di una palazzina dove abita la moglie e sua figlia.

Alla base di questi gesti, pare, ci sia la relazione problematica con la sua compagna ma non solo. Da quanto abbiamo appreso, infatti, l’uomo avrebbe problemi psichici e assume giornalmente psicofarmaci. Lo sanno bene gli abitanti della zona, tutti lo conoscono e in tanti temono di incontrarlo la sera quando al rientro dal lavoro o quando devono semplicemente andare a gettare l’immondizia.

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