Hanno speso cinquecento euro per comprare e trasportare, da Brindisi a Bari, una vecchia roulotte senza finestre e col tetto bucato, pur di non finire a vivere per strada. Ivan Caporusso ha 22 anni, col fratello Emanuel e sua madre Monia vivono nel parcheggio dell’Ipercoop di viale Pasteur. Senza acqua e senza corrente elettrica. Fino a qualche mese fa avevano una casa. Quando è morta la nonna dei ragazzi, l’hanno dovuta lasciare.

Monia ha 40 anni, per via di un aneurisma cerebrale scoperto casualmente dopo un incidente, è invalida al 67%. Non abbastanza per la pensione d’invalidità, ci dicono i ragazzi. Presta assistenza agli anziani e riesce a guadagnare 4-500 euro al mese. Emanuel sta finendo gli studi, lavora in un negozio di detersivi, prende un centinaio di euro scarsi. Ivan ha iniziato a guadagnarsi da vivere quando aveva 13 anni, ha lasciato la scuola e fino all’anno scorso lavorava in pizzeria, mestiere che adora e che vorrebbe poter riprendere: «È un lavoro molto difficile perché hai a che fare col cibo, devi stare con tanto di occhi aperti». Per un periodo è andato a lavare i portoni, poi si è messo a fare il parcheggiatore abusivo, ma evidentemente non è cosa per lui. Lo ha beccato la Polizia Municipale. Tra tutti, riescono e mettere insieme un po’ di euro, non abbastanza per poter affittare una casa.

Quella delle criminalità non è una strada che i ragazzi vogliono percorrere. «Peggiori solo la tua situazione» ci ha detto Ivan. «Preferisco morire di fame» ha ribadito Emanuel. Hanno bussato alla porta del Comune, ma si sono sentiti rispondere: «O il dormitorio pubblico, oppure la roulotte».

Non vogliono la carità, non vanno in giro a chiedere l’elemosina, vorrebbero solo un lavoro per tornare a essere una famiglia normale.

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