Lettera aperta del Consiglio Regionale della Puglia dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti al presidente e all’assessore al Welfare della Regione Puglia, al sindaco della Città Metropolitana di Bari e ai presidenti delle Province pugliesi. Il Consiglio è seriamente preoccupato per la sorte dei diversi servizi che le Province hanno assicurato in continuità negli anni precedenti in favore dei disabili visivi. Si tratta di servizi specialistici, coordinati ed organizzati, di elevata qualità, che hanno prodotto grandi miglioramenti nel livello di autonomia personale, di istruzione e di inclusione scolastica e sociale dei videolesi e che ora rischiano di essere annullati.

“Il riferimento è alle Attività Integrative Extrascolastiche Domiciliari, al Servizio trascrizione dei libri di testo per allievi frequentanti le scuole di ogni ordine e grado, ai Centri Diurni e all’Assistenza Domiciliare per videolesi adulti pluriminorati attivati nelle province pugliesi, al Servizio trasporto scolastico gratuito per gli studenti delle scuole superiori, alle rette per consentire la frequenza dei corsi professionali e dell’Università – si legge nella lettera a firma del presidente regionale della Onlus, Luigi Iurlo – la legge n.56 del 2014 (Disposizioni sulle Città Metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni), meglio nota come “Legge Delrio”, aveva assegnato alle regioni il compito di deliberare entro il 31 dicembre 2014 a chi dovessero essere attribuite le competenze, sottratte alle province, in materia di assistenza scolastica dei disabili. Ad oggi però pochissime regioni hanno deliberato in proposito e quante lo hanno fatto non hanno comunque individuato con chiarezza l’ente destinatario di tali competenze tra regioni, città metropolitane, consorzi di comuni, singoli comuni. Inoltre, il budget economico a disposizione degli enti locali risulta notevolmente inferiore rispetto a quello attribuito negli anni passati alle province. Ad oggi l’incertezza regna sovrana sul rispetto degli obblighi che la normativa nazionale e regionale affidava alle ex province. Finora, nonostante le reiterate e incalzanti pressioni  dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, sono arrivate solo dichiarazioni generiche e rassicurazioni verbali, che per il momento non si sono tradotte in atti concreti.

L’incertezza in cui si trovano centinaia di famiglie pugliesi è diventata intollerabile, tanto più che le spese per assicurare l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità visiva non rappresentano una spesa residuale, ma prevista obbligatoriamente dalla normativa nazionale e regionale. Assicurare il supporto specialistico agli allievi disabili visivi è un obbligo per gli enti locali ed è un diritto soggettivo non comprimibile, neppure per ragioni di bilancio e tocca alle Istituzioni (Stato, Regioni, Province) reperire le risorse necessarie per assicurare il pieno godimento del diritto allo studio dei videolesi, se non si vuole incorrere in una vera e propria interruzione di pubblico servizio. Nei riguardi degli enti inadempienti sarà possibile, non solo attivare denunce per interruzione di pubblico servizio, ma anche richiedere l’intervento superiore del governo nazionale affinché si avvalga, ai sensi del comma 2 dell’art. 120 della costituzione dei poteri sostitutivi, dal momento che il diritto allo studio e l’assistenza scolastica specialistica sono stati dichiarati dalla Corte Costituzionale come livelli essenziali relativi alle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali.

In questa situazione di stallo e incertezza da parte delle autorità competenti, il Consiglio Regionale U.I.C.I. presenta un vibrante e fermo appello al Presidente e all’Assessore al Welfare della Regione Puglia, al Sindaco della Città Metropolitana di Bari e ai Presidenti delle cinque Province pugliesi perché  si adoperino tempestivamente per attivare per il prossimo anno scolastico l’erogazione dei diversi servizi di assistenza specialistica e il trasporto per gli alunni con disabilità visiva. In caso contrario, il Consiglio Regionale U.I.C.I. sarà costretto ad offrire alle famiglie il necessario supporto legale per rivolgersi alla Magistratura competente e non esiterà nemmeno a promuovere, organizzare ed attuare eclatanti manifestazioni di protesta”.

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