“Morire a 19 anni consegnando pizze e senza tutele in un Paese civile è inaccettabile. I rider sono lavoratori con un rapporto di lavoro con le sembianze di autonomo che è a tutti gli effetti subordinato”. Parole della Segretaria Generale Filt Cgil Puglia e Bari, Maria Teresa De Benedictis. La morte di Alberto Piscopo non deve lasciare indifferenti, non solo per la giovane età, ma soprattutto perché ha perso la vita mentre stava lavorando.

“È necessario – continua la De Benedictis – che le istituzioni locali facciano fronte comune per chiedere un intervento legislativo a livello nazionale, senza il quale sarebbe difficile cambiare concretamente le condizioni di questi giovani lavoratori. Esiste una proposta di legge sulla sharing economy presentata il 27/01/2016 e un contratto nazionale quello del Merci e Logistica che riconosce queste nuove forme di lavoro”.

“Il peso di Regione e Comune di Bari, assieme, – conclude la Segretaria Generale – può convincere il legislatore che è arrivato il momento di favorire un provvedimento organico su questa materia e convincere le piattaforme a sedersi al tavolo del CCNL e concordare le forme migliori di tutela dei lavoratori interessati, la modalità di organizzazione del lavoro, le corrette retribuzioni, le giuste tutele per l’incolumità di chi quotidianamente opera sulle strade delle città, la corretta formazione per la sicurezza, un adeguato investimento sugli strumenti di lavoro, la necessaria tutela sanitaria e professionale”.

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1 COMMENTO

  1. La Cgil però si occupa dei rider solo dopo l’incidente. Non dimentichiamo che il governo Renzi ha fatto di tutto per favorire questi contratti e la Cgil non ha fatto nulla per combatterli, anzi ha criticato il Decreto Dignità.

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