La bilancia è quella del 1995, e si vede, probabilmente lo è anche il furgone con cui trasporta la sua mercanzia, solo la voce non sembra risentire degli anni. Vito, Vitino delle cozze, grida a squarcia gola con fare possente, probabilmente avrebbe potuto cantare agevolmente come tenore, e invece si ritrova a vendere i suoi mitili per strada.

“Le puoi mangiare anche crude col limone” ci tiene a sottolineare, sempre con la voce a un volume da concerto allo stadio. Non è ben chiaro il prezzo di vendita: prima 2 euro, poi 1.50, alla fine sempre 2 euro, con quel modo di contrattare tipico di certi commercianti pittoreschi, che ti stordiscono fino a farti girare la testa per poi convincerti che stai facendo un buon affare.

Lui giura e spergiura che siano rigorosamente di Bari e non di chissà dove, piene come uova. Sulla salubrità, sulla bontà delle sue cozze, non ci possiamo giurare, e la pensano così anche alcuni passanti, non del tutto convinti. Sulla simpatia di Vitino, invece, nulla da dire.

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