Stanco del continuo silenzio da parte del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola; dell’assessore regionale al Lavoro, Leo Caroli e di tutta la Giunta regionale, Carlo Cirasola, segretario aziendale e territoriale del sindacato C.S.A. Regioni Autonomie Locali – Coordinamento Regione Puglia, ha preso carta e penna e ha scritto per l’ennesima volta il disagio dei lavoratori storici dell’ente, trattati praticamente a pesci in faccia con la solita politica dei “figli e figliastri”.

Non solo. Cirasola esprime, come aveva fatto in passato, tutte le perplessità in merito al contestatissimo concorso per l’assunzione di 200 posti di categoria D1. Un’operazione sventolata come storica che, al contrario, sembrerebbe proprio un colpo di coda alla vigilia delle elezioni regionali di marzo 2015. Del resto, il silenzio tombale sulla vicenda, per esempio sulle ragioni che hanno spinto a spostare a Roma le prove orali del concorso, è un tassello fondamentale dello strano mosaico che sarebbe stato messo in piedi ad hoc. La levata di scudi si trasforma nella proclamazione di uno stato di agitazione e nella minaccia di ulteriori forme di protesta.

IL COMUNICATO

Dopo l’approvazione della legge di stabilizzazione del personale precario è calato il sipario sul teatrino della Regione Puglia. Ancora una volta l’Amministrazione Regionale dà esempio di cattiva gestione del personale, suddividendoli tra figli e figliastri (quest’ultimi rappresentati dal personale storico in primis di categoria B e C). Ne è dimostrazione il silenzio del nostro Presidente e dei suoi rappresentanti in indirizzo, in merito allo scorrimento della graduatoria del concorso per il personale interno della Regione Puglia, per il passaggio delle categorie A e B alla categoria C e alla graduatoria del concorso per esterni per categoria C, proposto e sponsorizzato dallo stesso Assessore Caroli ma che, di contro, più volte sollecitato – con lettere e comunicati stampa – a fornire notizie in merito e ad ad attivarsi presso il Ministero della Funzione Pubblica, qualora non l’avesse già fatto, per raggiungere tale obiettivo, ha ritenuto “nel rispetto delle istituzioni” di cui ne è parte integrante, di non dare alcun riscontro. Silenzio assoluto nella meraviglia dei più, considerato anche il passato del nostro Assessore nelle file della CGIL, quindi di una organizzazione sindacale che si suppone abbia a cuore l’interesse di tutti i lavoratori.

Ancora silenzio e nessun riscontro è stato dato alle nostre domande in merito ai tempi (notizia di ieri a ridosso di vere e proprie elezioni visto che l’Avvocatura dello Stato ha espresso parere di votare nel mese di marzo p.v. e, quindi in piena campagna elettorale come precedentemente avevamo preventivato come organizzazione sindacale) e luogo (prove orali a Roma) di espletamento del concorso per  200 posti di categoria D1.

Sempre “nel rispetto delle istituzioni”, di fatto, è stato anche ignorato il Presidente del Consiglio Regionale Onofrio Introna che, da noi interessato, con nota del 15 ottobre scorso, invitò l’assessore Caroli a “far conoscere le ragioni delle scelte assunte in relazione ai luoghi ed ai tempi delle prove concorsuali per 200 posti di categoria D1”.

In mancanza di risposte concrete e stanca del comportamento discriminatorio di questa Amministrazione Regionale nei confronti dei dipendenti storici e della scrivente, alla quale non è stato a oggi dato alcun riscontro, si dichiara lo stato di agitazione del personale riservandosi di indire a breve assemblee sindacali nei vari plessi ed altre forme di lotta che saranno concordate in tali sedi.

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