Ai miei tempi le chiamavamo ragazzate, oggi sono gesti insensati di una gioventù allo sbando, più per colpa di genitori sempre meno autorevoli e capaci di spiegare con l’esempio cosa sia la differenza tra la goliardia e l’inciviltà.

Ho messo tanti stecchini negli altrui citofoni almeno quanti ne ho tolti a mia volta dal citofono di casa. Nel giro di pochi anni la situazione è letteralmente sfuggita di mano e il compito degli educatori diventa sempre più improbo. Lo stecchino incastrato nel pulsante del citofono non era dannoso e solitamente togliendolo non restavano tracce.

La metamorfosi della ragazzata in maleducazione e idiozia è inarrestabile. Da alcune settimane una nutrita comitiva di ragazzini di Adelfia sta creando sconquasso dalla mezzanotte in poi. Maleducati e pure un po’ sciocchi. Alcuni dei blitz di barbara memoria, infatti, sono stati immortalati da alcune telecamere. Ignari cittadini al risveglio trovano sportelli danneggiati e specchietti distrutti.

Nessuna ragione specifica: noia, dimostrazioni di virilità, nessun rispetto per le cose altrui, iniziazioni di vario tipo. Le tracce lasciate dai vichinghi non possono essere confusi con le ragazzate di un tempo ormai lontano anni luce. Si tratta di danneggiamenti, punto. Alcuni cittadini hanno denunciato gli episodi ai Carabinieri, che a quanto pare hanno avviato un’indagine per risalire agli autori dei blitz.

Sarebbe opportuno che i genitori di questi fenomeni, con l’alibi di non aver mai provato una sberla come si deve o una ciabatta dietro la schiena, fossero chiamati a ripagare i danni, in alcuni casi anche di svariate centinaia di euro.

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