Benvenuti nella periferia delle periferie e non ci riferiamo alla questione geografica, ma agli anni luce che separano certi cittadini dalla civiltà. “Se non te ne vai ti accoltello in faccia”, “Vattene davanti al cazzo”, sono solo alcune delle reazioni di un residente della zona più popolare del quartiere alla vista della telecamera.

Eravamo andati a Santa Rita, in via Cascia, chiamati da diversi residenti per denunciare lo stato di degrado della zona (che potrete vedere in un secondo servizio ndr.), ma siamo stati bruscamente fermati dal primo residente incrociato durante la nostra perlustrazione.

Volevamo dare anche a lui la possibilità di esprimere il proprio dissenso, ma per ragioni che non abbiamo voluto indagare siamo stati aggrediti. Per fortuna altre persone di buonsenso hanno evitato il peggio a me e al “nero” del mio cameraman. La nostra reazione finale: “Sai che ti dico? Vaffanculo, la verità è che ve lo meritate di vivere nel degrado”, è frutto di una tremenda delusione.

Sì, perché è davvero un peccato che per colpa di gente incapace di instaurare una qualsiasi relazione personale, tutti i residenti debbano sentirsi etichettati nei modi peggiori. Il percorso per il recupero delle periferie non può essere solo urbanistico, piuttosto culturale. Ai tanti giovani e giovanissimi che popolano quelle case, diciamo che questi non sono gli esempi da seguire, ma testimonianze utili a cercare dentro di sé la voglia di riscatto. È qui, e in decine di luoghi come questo, più che in ogni altra parte della città addobbata a festa, che le istituzioni e lo Stato dovrebbero essere presenti e farsi sentire più che mai.

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