Dovessero avere un fondo di verità le voci sul possibile ritorno al comando del dimissionario Antonio Dibello, coordinatore del 118 barese e direttore del pronto soccorso dell’ospedale della Murgia, saremmo di fronte a una delle pagine più assurde della malconcia sanità barese, persino pugliese. Per la serie: il primario dove lo metto? Fonti accreditatissime, infatti, parlavano già all’epoca di dimissioni pilotate, in realtà dovute a un trasferimento ad altro incarico. Dibello sarebbe dovuto andare a svernare l’ultimo pezzo della sua brillante vita professionale dirigendo il nuovo pronto soccorso della clinica Mater Dei. A febbraio ci avevano fatto scrivere in pompa magna che sarebbe stato aperto da lì a ciqnue mesi.

I tempi si allungano e non si sa più dove altro piazzare il valente professionista che, come si può leggere nella lettera con cui il capo del personale della Asl di Bari Francesco Lippolis prende atto delle dimissioni, dal 3 novembre è fuori dal 118 e dal pronto soccorso della Murgia (pubblichiamo la lettera nella galleria fotografica ndr.). Adesso, però, il condizionale è d’obbligo. I più visionari, ma in questo caso parliamo davvero di toto sanità, vorrebbero l’uomo incapace di incidere minimamente nel sistema dell’emergenza urgenza, tanto da essere costretto a presentare le dimissioni il 3 agosto scorso (giorno in cui iniziavano la loro protesta i due medici in catene Francesco Papappicco e Francesca Mangiatorrdi) proprio al comando del Dipartimento dell’Emergenza-Urgenza della Asl di Bari. Un Dipartimento che difficilmente abbiamo riscontrato in documenti e comunicazioni ufficiali, con cui ci siamo imbattuti in questi anni di inchieste giornalistiche sulla cattiva gestione del 118. Ricordiamo di averlo citato al massimo un paio di volte, una certamente a settembre del 2014, in occasione della nomina di Paolo Sardelli. Dibello andrebbe a sostituire proprio lui.

Fantascienza non fosse che alla Asl di Bari ci hanno abituato troppo male per rendere inverosimile persino una scelta del genere. Staremo a vedere cosa succede, come al solito non restando alla finestra, ma raccontandovi ciò che nessun altro vi racconterebbe, a cominciare da alcuni retroscena da far accapponare la pelle sulla vicenda dei procedimenti disciplinari a carico dei due medici-sindacalista costretti a incatenarsi. Qualcuno, in forma anonima, ci ha fatto pervenire un dvd con una registrazione audio davvero molto interessante, che non mancheremo di farvi ascoltare nelle sue parti più salienti.

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