Alla Ripartizione Ambiente del Comune di Bari c’è ancora qualcuno convinto che nel cantiere per la costruzione del centro sociale, a San Girolamo, si trovi un certo quantitativo di amianto. Si tratterrebbe di quello della ex scuola Duse, tombato e presumibilmente non smaltito con una spesa pubblica di circa 100mila euro.

Per farvi comprendere la teoria abbiamo realizzato un disegno, esemplificativo rispetto alla carte (fotografia allegata all’articolo ndr.). I due rettangoli neri rappresentano la ex scuola Duse. Il rettangolo rosso è lo scavo già realizzato per la costruzione del centro sociale. L’area verde, sovrapposta a quelle rossa e nera, invece, individua la porzione sotto cui è stato trovato l’amianto. Amianto sulla cui completa bonifica l’assessore all’Ambiente, Pietro Petruzzelli, ci ha messo la faccia rassicurando tutti. L’unico aspetto preoccupante dell sue dichiarazioni era proprio quello relativo all’amianto di cui era fatta la scuola.

Partendo dal presupposto che il materiale bonificato è quello rivenuto dall’impresa che ha vinto l’appalto per la costruzione del centro sociale, poi bloccata dai Carabinieri del Noe, non risulta siano stati effettuati altri scavi per accertare la possibilità che nel resto del sedime della ex scuola Duse possa essere stato tombato altro amianto.

A tirare fuori l’ipotesi del mancato smaltimento è un dirigente comunale che in una determina scrive: “Sono stati rinvenuti materiali contenti amianto in forma di spezzoni di tubazioni e frammenti, che presumibilmente facevano parte delle dotazioni impiantistiche dell’edificio scolastico poi demolito che fino a qualche anno fa occupava il lotto”.

Per quale motivo non si manda un piccolo escavatore in modo da fare altri sondaggi nell’area esatta su cui sorgeva la ex scuola Duse? In questo modo si avrebbe in maniera inequivocabile la certezza sulla presenza o meno del materiale altamente inquinante, a maggior ragione se polverizzato. Lo stesso dipendente comunale convinto che si debba continuare a scavare, ipotizza addirittura la presenza di un ulteriore progetto del centro sociale previsto su un area diversa da quella messa a gara. In questo caso, però, è solo un’ipotesi non corroborata da atti. Fosse vero i dubbi non potrebbero che aumentare.

La presenza dell’amianto, fosse accertata, aprirebbe uno scenario inquietante già ipotizzato da alcuni uffici comunali. Per la bonifica del materiale della ex Duse sarebbe stato pagato e certificato un dubbio smaltimento.

“Sei legittimato a fare le tue inchieste giornalistiche, ma bisogna rassicurare i baresi sull’effettiva bonifica”, aveva detto l’assessore all’Ambiente, salvo poi disconoscere la questione dell’amianto della ex Duse. Lo prendiamo alla lettera, continuando a interrogare le carte nel tentativo di trovare risposte anche sul costo effettivo sostenuto fin ora per la bonifica dell’amianto, ma soprattutto per capire quale e quanto amianto sia stato effettivamente bonificato.

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