Dopo anni di silenzio mediatico, e alla vigilia dell’uscita del suo disco, intitolato “Vita”, Tommy Parisi ha deciso di parlare in considerazione della censura subita dal Comune di Bari per il suo concerto.

Ai nostri microfoni e a ruota libera, il cantante spiega qual è la sua posizione, il rapporto con suo padre, il cognome pesante che si porta addosso e i vantaggi e svantaggi che questo può avergli portato.

Non è la prima volta che a Tommy viene impedito di esibirsi e, visto che stavolta sono stati addotti motivi di capienza della struttura, il cantante proverà a richiedere una location differente, anche per capire se c’è stata veramente una censura o il problema era effettivamente la location.

Eppure, se non dal Comune, una censura Parisi l’ha subita da quelle testate giornalistiche che lo hanno intervistato per permettergli di dire la sua verità, ma di fatto, poi, non hanno mandato in onda quell’intervista. Noi abbiamo dato ascolto a Tommy, così come ascolteremo chiunque volesse spiegare, supportato da fatti, per quale motivo il cantante, con la fedina penale pulita, seppure non rinneghi la gratitudine e l’amore nei confronti del padre (Savinuccio), non dovrebbe esibirsi.

Abbiamo deciso di pubblicare nella sezione eventi l’intervista a Tommy Parisi perché, dalla chiacchierata è emersa la sua amarezza nel constatare come gli articoli che lo hanno riguaradato in questi anni, sono sempre stati pubblicati nelle pagine di cronaca e non in quelle degli eventi o culturali. Anche quando raccontavano di un suo concerto.

 

 

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