Vive e lavora in Arabia Saudita da diversi anni, eppure le immagini scattate da Andrea Baczynski mantengono vivo il legame con le radici culturali della terra natia. Nata a Vienna nel ’59, le sue fotografie sono chiari riferimenti visivi alla psicoanalisi e al pensiero del filosofo Wittgenstein; ne sono una prova la serie esposta nella personale “Casa Deserta” che le dedica fino al 5 dicembre la galleria Museo Nuova Era.

Non è l’uomo, né tantomeno la sua presenza ad interessarne l’obiettivo, ma gli ambienti, una volta funzionali, della decaduta residenza nobiliare di Palazzo Marabottini ad Orvieto. La fotografa austriaca si serve della totale assenza di “figure” umane per renderne quasi immediatamente percepibile l’essenza; e lo fa posando lo sguardo su mobili e oggetti vari che ne ricostruiscono la storia, offrendo diversi scorci e immagini che appaiono l’una inserita nell’altra, in un susseguirsi di prospettive tutte giocate su porte aperte, corridoi, specchi e riflessi, che vanno dal particolare per allargarsi con uno sguardo più ampio.

Suppellettili, bricchi e libri diventano elementi di “still life del passato” ambientati in spazi metafisici, dove il tempo si fa ambiguo e indefinito, e dove la luce naturale filtra da finestre nascoste posandosi su muri scrostati, crepe e tappezzerie sfilacciate che raccontano la storia, o le storie, di chi quelle stanze le ha vissute e riempite. Anticamere della memoria di cui la Baczynski si serve per esprimere l’inconscio, mostrandocele desertiche e solitarie così come il tempo ce le ha restituite.

Fino al 5 dicembre

Strada dei Gesuiti, 13

Orari
Dal martedì al sabato
Dalle 17.30 alle 20.30

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