Finisce l’isolamento fiduciario, torna a scuola, ma poi risulta positiva. Il caso è avvenuto nell’asilo Il Melograno di Adelfia e la protagonista è una bambina di 5 anni. La vicenda, al quanto ingarbugliata, ha posto diversi interrogativi che riguardano il protocollo sanitario da seguire nel caso in cui, passati i giorni di isolamento, i bambini non sottoposti a tampone possono o no ritornare a scuola.

Ma facciamo un passo indietro. La piccola di 5 anni è tra i contatti della scuola di danza Flash Dance. La bimba, stando a quanto dichiarato dalla mamma, è stata con la maestra di danza lunedì pomeriggio, il 5 ottobre.

“Il 6 mattina mia figlia è andata regolarmente all’asilo perché solo il pomeriggio ci è stata comunicata la positività all’interno della scuola di danza – racconta Daniela -. Vista la situazione, giustamente ho avvisato la direttrice dell’asilo”.

Trascorsi i giorni di isolamento, che come da protocollo partono dal giorno in cui si è entrato in contatto con un positivo, e non avendo alcun sintomo, la mamma ha chiamato sia il sindaco di Adelfia che la direttrice dell’asilo, Michela Bozzi, per avere delucidazioni su come comportarsi e se la piccola potesse tornare a scuola, visto che non era stata chiamata per effettuare il tampone.

“Il 15 ottobre, giorno in cui scadevano i primi 10 giorni di isolamento, ho chiamato il sindaco Cosola che mi ha suggerito di parlare con la direttrice e di prendere accordi con lei. E così ho fatto. La dirigente – continua la mamma della piccola – mi ha detto che, passati i 14 giorni di isolamento, la bambina poteva tornare all’asilo con un’autocertificazione in cui dicevo che non avevo ricevuto la chiamata dall’Asl”.

“Il 21, inaspettatamente, ho ricevuto la chiamata da parte dell’Asl. Mi hanno addirittura chiesto se ero ancora interessata a far fare il tampone a mia figlia. Così il 22, dopo 17 giorni, ci siamo recate all’ospedale per il tampone e nessuno ha specificato che la bambina, in attesa del risultato, dovesse stare a casa – sottolinea Daniela -. Perciò è andata regolarmente a scuola fino a sabato mattina. Il pomeriggio del 24 la notizia che ci ha congelati: la piccola era positiva. Per fortuna ho detto che volevo che mia figlia facesse il tampone, perché se non fosse stato così, adesso avrebbe continuato ad andare a scuola nonostante sia un’asintomatica”.

Appreso il contagio, la mamma ha immediatamente informato la scuola che ha provveduto alla sanificazione degli ambienti e a mettere in isolamento tutti i bambini della stessa classe. Nonostante siano stati rispettati tutti i protocolli, si è scatenata l’ira degli altri genitori.

“Mi sto impegnando a cercare un laboratorio accreditato che faccia fare immediatamente il tampone ai 12 bambini, prima della chiamata dell’Asl, per scongiurare il focolaio nella struttura – ha dichiarato la legale rappresentate dell’asilo, Sofia Bozzi -. Per farlo, però, ho bisogno necessariamente di un minimo di tempo anche per fare una consultazione dei laboratori di analisi che sono accreditati in Puglia”.

“Stiamo parlando di una situazione che riguarda una bambina asintomatica, tornata a scuola dopo 14 giorni di isolamento certificando di non avere sintomi riconducibili al Covid, chiamata per essere sottoposta al tampone dopo 17 giorni, e che dopo 19 giorni dal contatto con la maestra di danza, scopre di essere positiva. Sono mortificata per quanto accaduto. Non è colpa della scuola, della mamma e di certo non della bambina se ci siamo trovati in questa situazione – conclude Sofia Bozzi -, ma i genitori devono capire che stiamo facendo di tutto per risolvere la vicenda nel migliore dei modi e per questo c’è bisogno della collaborazione di tutti”.

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