“Non so come sarebbe finita se fosse successo a me”. La voce del centauro, fermatosi a controllare che sia tutto a posto, si insinua come la punta di un coltello tra una imprecazione e l’altra, sullo sfondo, il sibilo della ruota della bicicletta che si sgonfia rapidamente mentre un lungo chiodo piegato a U sporge da parte a parte.

Disavventura per un ciclista questa mattina tra Torre Quetta e il lido Trullo, in quel lungo tratto di costa barese caratterizzato dall’abusivismo, dallo stato generale di abbandono e ultimamente anche dalla sporadica presenza della Polizia Locale col Telelaser.

Qui, in effetti, auto e moto sfrecciano per uscire dalla città velocemente anche se la strada è solo a due corsie, una per senso di marcia, e non brilla per stato di manutenzione e pulizia. Anzi.

Certo forare una gomma capita, lo sa bene chiunque abbia usato la bici più di una volta nella vita, ma se qualcuno fosse meno incivile, e qualcun altro facesse di più e meglio il lavoro per cui è pagato, probabilmente il nostro povero ciclista non sarebbe dovuto tornare camminando a piedi sotto il sole per 5 chilometri, imprecando e ripensando al centauro più fortunato di lui.

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