Ieri pomeriggio un bambino di 10 mesi, in vacanza in Puglia dalla Germania con la sua famiglia, è morto per un arresto cardiaco nonostante prima i soccorritori di un’ambulanza privata, poi quelli del 118 e infine al Policlinico abbiano tentato di salvarlo. Sul corpo del piccolo è stata disposta l’autopsia per capire le cause del decesso.

La tragedia è iniziata intorno alle 15. Un’ambulanza privata era impegnata in un trasporto secondario, quindi non in servizio per il 118. Secondo quanto siamo riuscuiti ad apprendere, all’altezza del ponte di via Tatarella, un’auto diretta all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII avrebbe iniziato a lampeggiare e suonare in maniera insistente.

L’autista del mezzo di soccorso, pensando che stessero attirando la sua attenzione, ha rallentato fino a quando l’auto non si messa davanti. Da uno sportello posteriore è uscita una giovane donna con un bimbo in braccio. Si trattava di turisti tedeschi a Bari per qualche giorno di vacanza.

La mamma, disperata, invocava aiuto mentre affidava il figlio tra le braccia di un soccorritore. Si è capito subito che la situazione era complicata e così, senza perdere tempo, sono iniziate le manovre di rianimazione pediatrica, applicando le piastre specifiche. Nel frattempo sul posto sopraggiungeva un’ambulanza medicalizzata dal 118.

L’equipaggio è salito nel mezzo in cui stavano provando a salvare il piccolo, continuando con le procedure di rianimazione. Ci hanno provato anche i medici del pronto soccorso e i rianimatori del Policlinico, ma per il piccolo di 10 mesi non c’è stato niente da fare.

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