“Tutto falso. Mi voleva parlare urgentemente perché aveva delle cose da dirmi in maniera riservata e me le ha dette, è chiaro che le dirò nelle sedi opportune. Ho dei messaggi inviati dalla signora in maniera insistente, da diversi mesi, la maggior parte delle volte non ho risposto. È chiaro che dietro questa vicenda c’è una regia occulta”. Antonio Lomoro, sindaco di Valenzano già rinviato a giudizio per l’accusa di aver chiesto soldi in cambio della candidatura alle scorse elezioni regionali all’allora vicesindaco Francesca Ferri, risponde così alla denuncia sporta nei suoi confronti da una donna 26enne che lo accusa di aver chiesto prestazioni sessuali in cambio di un posto di lavoro per sé e per il compagno.

Sulla vicenda, intanto, emergono nuovi particolari. Prima di recarsi alla Polizia, si legge nella denuncia, la donna si è recata a Palazzo di Città per intimare a Lomoro la cessazione delle richieste. A questo punto, il sindaco, coadiuvato dal vicesindaco Lucia Partipilo, l’avrebbe attirata nel piazzale antistante il Municipio e le avrebbe strappato di mano il telefono per cancellare i messaggi scambiati, ignaro del fatto che fossero già stati salvati su un supporto usb a parte, alcuni dei quali pubblicati qui in galleria fotografica.

“Non c’è stata nessuna violenza privata – prosegue Lomoro – è tutto falso, nessuno le ha strappato il telefono. Sicuramente col mio avvocato sporgeremo denuncia, prima però voglio leggere tutte le carte”.

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