Il marzo scorso, quasi un mese fa, con l’ormai famoso Dpcm il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha dichiarato l’Italia “zona protetta”, mettendo in atto una serie di misure restrittive per contenere la diffusione del contagio. Prima fra tutte, l’obbligo di rimanere a casa e uscire solo per motivi di comprovata necessità.

Con lo stesso decreto, un lungo elenco di attività è stato costretto a tirare giù la saracinesca a tempo indeterminato, tutte quelle ritenute non essenziali, per farla breve. Gli altri esercizi, previo l’adeguamento alle misure per realizzare il così detto distanziamento sociale, possono rimanere aperti. Tra questi, chi vende alimenti, beni di prima necessità.

Ora, non ce ne vogliano i gestori delle enoteche e per fortuna che ci sono, ma davvero intrattenersi in brindisi a distanza ravvicinata con i clienti affezionati, non ci sembra rientri nello spirito del decreto.

Per carità, sia benedetta la birra e guai mai non si potesse comprare in questi giorni difficili, lo stesso dicasi per un buon vino, ma questa foto a nostro avviso è davvero eloquente: ben venga l’immancabile mascherina guai mai uscire senza, accompagnata da si e no un metro tra i commensali, con le mani sulla bocca e sul naso. Cin cin, alla salute del coronavirus.

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