Questa volta i luridi di turno vedono la telecamera, ma nonostante la nostra presenza raggiungono dal deposito in via Garruba i cassonetti nelle vicinanze dell’ex Manifattura tabacchi e buttano nell’indifferenziata due bustoni pieni di pezzi di scooter.

Siamo al quartiere Libertà, dove evidentemente si continua con le cattive abitudini, minacce comprese. Sì, perché il nostro tentativo di far ragionare i due uomini è naufragato tragicamente nel più classico degli inviti: “Sparisci o ti spacco la telecamera”. Ci è mancato davvero poco.

Crediamo di aver fornito tutti gli elementi per provvedere alla giusta sanzione. Questo genere di reazioni sono uno dei motivi del naufragio dell’infausta campagna di sensibilizzazione #bariperbene, quella in cui l’amministrazione chiedeva ai cittadini di puntare il dito contro chi violava le leggi.

Casco, mozziconi di sigarette, deiezioni canine, fazzolettini, abusivi della sosta, tutte campagne pubblicitarie andate a farse benedire nel tempo di un selfie e un’intervista. Cambia tutto, per non cambiare mai niente.

L’invito che facciamo ai cittadini per bene, almeno fino a quando il pugno delle istituzioni non sarà davvero di ferro, è quello di non esporsi. Le reazioni di chi viene sorpreso con le mani nei bidoni sono imprevedibili e spesso violente.

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3 COMMENTI

  1. A Roma la capocciata al giornalista è diventata uno spot del Comune. Ma almeno l’hanno preso. Qui, anche data l’entità dei numeri del problema, non si comincia neanche.

  2. Come diceva la pubblicità un tempo: “Con quella maglietta e quei pantaloncini puoi dire quello che vuoi”. Difficile che quello che dice l’energumeno possa rovinare un’immagine già decisamente compromessa.

  3. Ha detto bene il Sig.Franco, non c’è più classe sociale o differenza d’età fra tutti noi baresi ormai senza ritegno verso la natura quindi Noi stessi.

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