“Lo scorso 23 settembre avevamo appreso delle parole del presidente Emiliano che finalmente, nonostante la travagliata e forzosa introduzione della doppia preferenza nella legge elettorale regionale pugliese avesse prodotto scarsi risultati, almeno la politica avrebbe dimostrato capacità di discernimento e responsabilità nella composizione della Giunta. E invece, semplicemente, la parità promessa non c’è”.

Inizia così la denuncia di Base Italia, startup civica fondata da Marco Bentivogli, Luciano Floridi e molti altri. “La presenza delle donne nella vita politica e istituzionale della Regione e del Paese è essenziale per colmare un gap ormai anacronistico e per assicurare la diversità ormai necessaria a leggere la natura complessa del mondo e agire per anticiparne e governarne le dinamiche – afferma -. Nella giunta pugliese appena varata, al contrario, siamo lontanissimi dal 50% donne e 50% uomini”.

“La pandemia ha generato in molti cittadini legittime ambizioni di discontinuità e di cambiamento – continua Base Italia -. La cosiddetta nuova normalità è un processo che bisogna affrontare e accompagnare, ma la nostra Regione non appare pronta, se ancora gli incarichi assessorili, senza voler naturalmente dare giudizi di merito sulle persone scelte, sono distribuiti in forza di compromessi. La mancata parità di genere nella Giunta, oltre ad assumere rilevanza autonoma, è solo lo specchio di una logica ancora novecentesca”.

“A margine, ci sembra anche che la distribuzione delle deleghe sia viziata da un certo sbilanciamento, oltre che da una debole attenzione all’omogeneità dei temi (solo a titolo di esempio, Difesa del suolo e rischio sismico lasciano la green zone dell’Assessorato all’ambiente, mentre Risorse idriche e Tutela delle acque abbandonano le problematiche delle zone rurali di pertinenza dell’agricoltura e trovano accoglienza in un nuovo profilo assessorile del Vice Presidente) e, probabilmente, da una non piena corrispondenza con gli indirizzi del piano di sviluppo strategico e di mandato della Regione Puglia” – aggiunge Annalisa Turi di Base Puglia -. Il combinato di tali incoerenze rischia di avere come effetto il mancato raggiungimento dei risultati, ma anche l’inasprirsi di un sentimento di sfiducia dei cittadini verso le Istituzioni”.

“Vogliamo mettere sul tavolo della discussione alcune domande: è così complicato per la politica tenere insieme con coerenza le dichiarazioni e le azioni? È possibile passare dalla logica della politica come strumento di consenso individuale alla politica della cura, laddove cura sta nella relazione ma anche nella abilità e competenza del fare le cose con cura? É possibile scegliere le classi dirigenti con logiche non di appartenenza ma di competenza? La parità di genere è davvero una questione rilevante o si può eludere in virtù di logiche esclusivamente politiche? Domande ingenue ma che sono mosse da un urgente bisogno di cambiamento e di partecipazione proattiva, non più da spettatori, alla costruzione della ratio pubblica”, conclude Base Italia.

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