“In questi giorni ci giungono informazioni dai lavoratori di comportamenti intimidatori e antisindacali da parte di qualche preposto, comandato a minacciare velatamente i lavoratori della sede Sirti di Bari-Modugno. La minaccia è stata fatta sotto forma di intervista con cui viene chiesta al lavoratore se partecipa alle iniziative di sciopero”.

A denunciare l’accaduto è il sindacato R.S.U. FIOM. “Se la risposta è positiva, gli viene imposto di lasciare il mezzo a lui assegnato in cantiere, facendo riferimento a una policy aziendale detta ‘Beni Aziendali 508497’ – si legge nel comunicato -. In primo luogo denunciamo il comportamento minatorio da parte dei preposti aziendali che rivolgono domande di questo tipo, facendo discriminazione solo su alcune regolamentazioni, volte a sottrarre solo ed esclusivamente la parte legata a una concessione che porta tutto il peso di una grande responsabilità. Quello di avere cura dei beni aziendali come un buon padre di famiglia, di custodire le attrezzature senza recare alcun danno economico in caso di furto; quello di avere il mezzo a disposizione per poter intervenire in caso di reperibilità; quella di partire con il mezzo aziendale dalla propria abitazione per recarsi sul posto di lavoro accorciando i tempi di percorrenza e quello di mantenere gli strumenti di misura sempre carichi e efficienti per completare una giornata di lavoro”.

“Non è una concessione ma un’ulteriore disponibilità che vi regaliamo a costo zero – tuona il sindacato -. La nostra buona fede fa passare in secondo piano le contraddizioni che create solo per i vostri capricci, perché la policy aziendale a pagina 18 capoverso 5.2.8 recita quanto segue: ‘La restituzione dell’automezzo da parte del dipendente è prevista, a titolo esemplificativo e non esaustivo nei casi elencati attraverso la compilazione di un modulo “Modello di restituzione Automezzi Operativi’. A nessun lavoratore posto in Cigo Covid è stato mai consegnato e controfirmato in copia”.

“A titolo esemplificativo e non esaustivo la stessa e identica cosa è avvenuta a carattere Nazionale per il contratto integrativo, facendo disdetta solo di una parte, quella economica. La R.S.U. FIOM di Bari-Modugno, come tradizione non ha mai strumentalizzato i lavoratori e non si è mai sottratta a un confronto democratico – conclude -. Abbiamo una pecca che ci portiamo stampata dentro, prima di essere lavoratori siamo uomini liberi e per questo siamo fieri di esserlo”.

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