Sul focolaio scoppiato all’interno della RSA Oasi Santa Fara al momento, come sottolineato dal dg dell’Asl di Bari, Antonio Sanguedolce, al momento i positivi sono in totale 26, di cui 20 ospiti e 6 operatori.

Sul caso è intervenuta la direzione della residenza per anziani che smentisce una falla nell’organizzazione sanitaria per evitare un possibile contagio da coronavirus. Il Codacons, inoltre, ha anche inviato un esposto in Procura affinché vegna avviata un’indagine su quanto accaduto.

“Va precisato che la stessa struttura –  si legge nella precisazione della Rsa – si è preparata per tempo a fronteggiare le problematiche derivanti dall’esplosione della pandemia, formando, sia sul piano struttura le che su quello organizzativo, il proprio personale e dotandolo di DPl idonei ed adeguati, e non consentendo l’ingresso alla struttura di parenti ed estranei in genere”.

“Appena effettuato il periodico monitoraggio del personale dipendente e degli ospiti e riscontrati casi positivi al Covid, ancorché asintomatici, la stessa RSA – sottolinea – ha provveduto ad avvertire tempestivamente il Dipartimento Prevenzione della ASL competente, che, preso atto della regolarità delle procedure eseguite, in stretta adesione a i protocolli vigenti, ha constatato direttamente che la situazione era ed è tuttora sorto controllo”.

“Appare, pertanto, prematuro e non supportato da alcun elemento certo il riferimento al fantomatico preannunciato esposto, da parte della Codacons, alla Procura della Repubblica che, al contrario – continua la Rsa – avrebbe già dovuto essere stata interessata, su segnalazione del ridetto Dipartimento, qualora quest’ultimo avesse riscontrato inconfutabili profili di responsabilità”.

“Cosi come appare parimenti sintomatico e strumentale – conclude l’Oasi Santa Fara – l’invito rivolto ai parenti degli anziani contagiati a prendere contatto con la Codacons per l’intrapresa di non meglio specificate azioni legali”

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