La dinamica non è del tutto chiara, ma l’aggressione dell’operatore ecologico su corso Italia, dopo le nostre decine e decine di segnalazioni, fa riesplodere il problema della sicurezza di quel pezzo di strada lasciato al degrado.

Molti tra i residenti sono convinti che non si arriverebbe a tanto se gli interventi fossero più frequenti e non si atterrasse ogni tanto a sbaraccare le alcove di fortuna create da senzatetto, tossicodipendenti e altri disperati.

Secondo alcuni anche con modalità abbastanza discutibili. Vivere per strada, per scelta o per condanna, non è comunque una cosa semplice. Ognuno delle decine e decine di senzatetto baresi di nascita o di adozioni, hanno una storia alle spalle. La si può criticare, ma resta il dramma di doversela cavare da soli.

Nel caso di Giuseppe e Tonia, compagni di strada e di vita, le cose stanno in maniera diversa. Percepiscono entrambi il reddito di cittadinanza; lei anche una pensione di invalidità. Mangiano in un centro diurno mentre la notte la passano in un dormitorio.

I mille euro totali che riescono a mettere insieme non sarebbero sufficienti a trovare una casa in affitto. E così di giorno si fermano a chiacchierare in quel microcosmo degradato che è corso Italia.

Lei, finita per strada dopo il divorzio, ha la sua “comoda” poltrona. Lui, disoccupato e senza genitori, se ne sta in piedi ad osservare e stigmatizzare l’inciviltà. Sì, perché non avere un tetto non vuol dire per forza essere anche incivili. Le storia di ciascuno, soprattutto quelle di quanti si nascondono da qualcosa, presentano sempre dei lati oscuri, ma siamo certi che il video presta il fianco a molteplici riflessioni.

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