Ripiombati improvvisamente in una specie di seconda quarantena, un incubo. I commercianti della frazione Auricarro, a Palo del Colle, sono disperati. “A ottobre tireremo le somme, nel caso in cui non tornassero chiuderemo”. Ma c’è chi, un ex pregiudicato senza troppe alternative, sta aprendo un negozio di frutta e verdura con annessa frullateria. “Occuperò la strada, costringendo tutti a fare il giro, poi litigheremo con le istituzioni e con la Polizia Locale – dice – ma proviamo a lavorare”.

L’intervento in questione è quello da 400mila euro per la riqualificazione del degradato parco Auricarro, refrigerio estivo per i cittadini di Palo del Colle e per pochi altri residenti dei paesi limitrofi. Duecentosessantaquattro giorni di cantiere a partire da ottobre scorso, ma poi accesso agli atti e ricorsi hanno fatto slittare tutto al 2 febbraio, poi ancora lo slittamento a causa della pandemia.

“C’era il rischio di perdere il vecchio finanziamento ministeriale, c’era anche quello di dover pagare una penale all’azienda – spiega una commerciante -, ma in questo modo siamo gli unici a perdere in questa assurda storia. Non c’era davvero modo di aspettare altri tre mesi? Del resto l’eccezionalità della pandemia è nota a tutti”.

Il vero problema è che il parco d’inverno non viene frequentato e quindi i proprietari di bar e ristornati concentrano lavoro, incassi e assunzioni nei mesi estivi. A nulla servono le rassicurazioni sul futuro. Molti di loro non hanno potuto accedere ad alcun aiuto e non hanno ancora incassato neppure la cassa integrazione, pur avendo continuato a pagare affitti, tasse e utenze.

Il progetto è molto bello, ma c’è scetticismo sul fatto che la pista ciclabile, l’aria giochi e la nuova illuminazione possano attrarre gente anche l’inverno. “Ci abito da 25 anni e lavoro all’Auricarro dal 2004, non è mai stato così, anche quando il degrado dell’area non era arrivato fino a questo punto”, spiega la ristoratrice. L’azienda ha confermato che il parco non potrà essere riaperto man mano che i lavori proseguiranno. L’estate ormai è compromessa e chissà se salteranno anche le attività. Di qui l’invito ai cittadini di Palo: “Non lasciateci soli, vi aspettiamo per un gelato, un aperitivo, una pizza, una cena. In questo modo potremo superare questo momento drammatico”.

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