Grazie al nuovo decreto governativo entrato in vigore a partire da ieri 18 maggio, le chiese di tutta Italia hanno riaperto le proprie porte ai fedeli. Si sono tornate a celebrare messe, tra l’emozione di molti, ma rispettando tutte le norme previste dal protocollo di sicurezza.

“Ho sentito cantare il popolo alle mie spalle e ho pianto – dichiara Don Salvatore De Pascale, parroco della chiesa Immacolata di Adelfia -. Mi è sembrato come se stessi celebrando la santa Pasqua per l’intensità del coro. C’è stata una fortissima risposta della comunità, ci saranno alcuni volontari ad accogliere i fedeli, altri che sanificheranno l’ambiente dopo ogni messa”.

“Il fedele viene accolto con un dispenser di gel igienizzante alle porte, viene invitato a tenere la mascherina durante la celebrazione dell’intera messa e nei banchi c’è un segnaposto per facilitare il mantenimento della distanza di sicurezza – spiega Don Salvatore -. Per la comunione indosso i guanti, passo io tra i banchi a consegnare l’eucarestia ai fedeli che allungano la mano”.

“Dovremo riuscire a leggere con un’ottica più grande, anche noi come preti, capace di interpretare i segni del tempo – conclude -. Se questo sta avvenendo un motivo ci sarà. Non dobbiamo combattere questo tempo ma dobbiamo viverlo, starci dentro con pienezza”.

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