La Giunta Regionale ha approvato una nuova riforma, firmata dagli assessori Pisicchio e Giannini, riguardo le norme in materia di edilizia residenziale pubblica con l’obiettivo di discuterne in Consiglio a settembre.

La riforma prevede bandi pubblicati ogni due anni anziché ogni quattro, che le coppie omosessuali potranno richiedere un alloggio popolare, un nuovo tentativo di recupero delle morosità e una nuova ipotesi sanatoria per gli occupanti abusivi.

Le case popolari in Puglia sono quasi 59mila, di cui 23mila solo a Bari e provincia, ma le Agenzie che si occupano della gestione degli alloggi sono in grave crisi finanziaria. L’Arca Puglia di Bari ha una morosità di 70 milioni di euro a causa dei canoni non pagati.

La riforma prevede una norma transitoria per risanate le morosità con una rateizzazione in 10 anni. I piani di rientro attuati sino ad ora non hanno funzionato anche perché le sanzioni non esistono o non sono effettive.

Riguardo l’abusivismo, si parla di circa il 10-15%. Chi ha diritto all’alloggio pubblico, se risulterà vincitore, dovrà mettersi in regola con i pagamenti e dovrà mettersi in regola firmando un contratto con l’Arca. La sanatoria è preclusa invece per chi ha occupato le case destinate ad altri o a chi ha riportato negli ultimi cinque anni condanne per reati si associazione per delinquere.

La nuova riforma prevede il riconoscimento delle unioni civili e la revisione dei punteggi per le graduatorie. Sarà inoltre prevista la perdita del diritto di alloggio per chi è accusato di violenze sui familiari, una sanzione di 10mila euro per chi non lascia la casa entro l’ordine stabilito o per chi cede a terzi l’appartamento. In ciascuna Arca verranno creati degli uffici di gestione sociale con il compito di risolvere i problemi condominiali e promuovere l’integrazione degli inquilini.

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