La disastrosa gestione del 118 barese, tra silenzi e alte complicità, si è aggravata con l’entrata in funzione dell’inadeguato nuovo sistema di “telecardiologia pubblica”. I lettori occasionali non sanno che i soccorritori, quelli a bordo delle ambulanze cosiddette Victor, non possono effettuare gli elettrocardiogrammi. È una prerogativa di medici e infermieri. La Asl di Bari e il coordinamento del 118 sono stati costretti a mettere un infermiere a bordo di tutte le ambulanze Victor, facendole diventare India. L’operazione, però, è stata fatta come sempre alla carlona, senza una delibera aziendale che sancisca la partenza del riordino della rete dell’emergenza-urgenza.

Succede dal primo ottobre, per voce del dimissionario coordianatore del 118 Antonio Dibello e dei suoi più stretti collaboratori, alcuni dei quali nominati pure loro a voce. La carta canta, il telefono no. Ma da dove vengono presi gli infermieri se non ce ne sono? Tranquilli, li passa la clinica del dottor Francesco Straordinario. I turni, in aperta violazione con quanto previsto dalla normativa vigente, vengono coperti da tre settimane a “straordinario”, 24 ore su 24 sulla base di accordi estemporanei.

Solo dall’8 ottobre scorso, con la sola firma del caposala del 118 Domenico Liberio, sono stati diramati i turni degli infermieri sulle postazioni Victor, programmati fino a fine mese. Una grave violazione di legge, ma anche delle normative contrattuali. Sul contratto collettivo nazionale del comparto sanità si legge, senza se e senza ma, che è “vietato l’utilizzo dello straordinario per l’ordinaria programmazione del lavoro”. Dovessimo scatenare le ire di lecchini del sistema e degli approfittatori della pagnotta a tradimento, non siamo noi a dire che questa pratica è illegale. Avete capito bene, illegale. Un danno erariale sul quale dovrebbe intervenire la Corte dei Conti e magari la Guardia di Finanza.

Domenico liberio e Antonio Dibello
Domenico Liberio, caposala 118 Bari (a sinistra) e Antonio Dibello, coordinatore 118 Bari (a destra)

Il disastro Dibello, non sappiamo se con la complicità del direttore generale Vito Montanaro e del responsabile del personale della Asl di Bari Francesco Lippolis, si abbatte anche sugli autisti. Succede esattemente quanto denunciato per gli infermieri. In più c’è la questione relativa al coordinamento del 118, giudicato pessimo e inadeguato nell’ultimo sondaggio fatto proprio tra gli infermieri dall’Ipasvi. Finalmente sono stati resti noti per la prima volta nella storia del 118 barese le reperibilità dei componenti del coordinamento del 118. Si scopre così che per alcuni degli autisti, per esempio, vige la doppia reperibilità e quindi altro spreco di denaro pubblico. Fin qui i fatti, ma ci sono anche le considerazioni.

Perchè i turni non sono stati firmati dal direttore dell’Unità Operativa Complessa del SEST 118, Antonio Dibello, come si può vedere nella foto che pubblichiamo? Può un caposala, da solo, predisporre una turnazione del genere, presumibilmente violando tutte le norme contrattuali e di legge? Chi ne risponde in solido – semmai ci sarà qualcuno chiamato a risponderne – qualora si configuri ipotesi di reato erariale? Perché Dibello non ha fatto predisporre e firmare a Liberio i turni con “prestazioni aggiuntive”, che sarebbero state quantomeno legali? Contava forse sul tacito assenso del comparto infermieri?

Che risposte darà Dibello al direttore generale della Asl di Bari Vito Montanaro e al presidente-assessore Michele Emiliano – semmai gli saranno fatte le domande – in merito allo sperpero di denaro pubblico provocato da questa allegra gestione? Perchè le Victor sono state dotate di infermiere a bordo dall’entrata in funzione dello scandaloso sistema di “telecardiologia pubblica”? Si temevano forse le conseguenze di una dotazione scadente e pericolosa tale da garantire a tutti i costi la presenza di almeno un sanitario professionista come l’infermiere a bordo dei mezzi di soccorso base? Nessuno lo dice, ma tutti lo sanno che, invece, con il vecchio sistema Cardio on line Europe anche i soccorritori effettuavano gli elettrocardiogrammi.

Che fine hanno fatto i protocolli operativi per gli infermieri senza dei quali l’India risulta ancora oggi poco più di un mezzo di soccorso base? Quali sono i rischi medico-legali e le limitazioni operative per gli stessi infermieri relegati a poter effettuare solo un elettrocardiogramma e prendere al più un accesso venoso, ma interdetti da qualsiasi tipo di terapia farmacologica anche banale come la correzione di una semplice ipoglicemia? Saremo pure dei Don Chisciotte, ma prima o poi qualcuno vorrà dare ascolto al vento dei loro mulini. E allora, da dove prenderà Dibello i soldi per gli straordinari? Sono previsti dal nuovo sistema di telecardiologia? Come si possono coprire le reperibilità, dal momento che gli straordinari sono già utilizzati per la normale turnazione a causa della carenza del personale? Può un infermiere effettuare turno normale, poi strordinario programmato (quello illegale) e ancora dopo reperibilià per un’eventuale malattia di un collega? Forse robocop ci riuscirebbe, un uomo in carne ed ossa certamente no. Ciò che viene fuori è che viene violato il principio basilare per assicurare ai pazienti un’assistenza adeguata. Un uomo sfinito, ma più ricco non renderà mai come un meno ricco e più riposato.

Arriverà un giorno in cui presumibilmente si tornerà a ri-bloccare gli strordinari, normalmente predisposti dal contratto per la mancanza di fondi. A quel punto, forse, i medici torneranno a denunciare ai carabinieri la mancanza di infermieri sulle cosiddette Mike, le ambulanze medicalizzate. In passato è già accaduto, senza conseguenze per chi continua a fare impunito il bello e cattivo tempo.

 

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