Al quartiere San Pio di Bari le regole non valgono. Alla vigilia della partenza della raccolta porta a porta, siamo andati nel ghetto – perché quello è, c’è poco da fare – a verificare come stanno le cose. Abbiamo messo insieme tanti di quei paradossi, che la metà basterebbero per cancellare in un istante quanto di buono si è fatto in altre zone della città. E non importa se tra qualche settimana verranno spiattellati in faccia ai miscredenti dati fenomenali sulla raccolta differenziata a San Pio, perché in questo posto finora nessuno è riuscito a fare il miracolo: consegnare il quartiere alla brava gente.

Sì, perché ce n’è tanta di brava gente in quel posto senza la presenza delle istituzioni. Rischiando, non poco ve lo possiamo assicurare, siamo andati a documentare ciò che succede. E sapete che succede? Che l’ex mercato, trasformato ormai in cloaca pubblica, in discarica di qualunque cosa, devastato come poche altre opere pubbliche cittadine, sia ora rifugio di rigattieri abusivi, dove altri hano ricavato box altrettanto abusivi per il ricovero di cani di grossa taglia.

Accade tutto a due passi dal deposito Amiu del quartiere, dove i dipendenti lavorano abbandonati a se stessi, senza avere la possibilità di aprire bocca nei confront di certa gente, perché il rischio, come dicono loro: “È quello di essere aggrediti, minacciati o persino di essere sparati addosso”. E allora, a detta di molti giustamente, girano la testa dall’altra parte perché non spetta a loro impicciarsi e convertire i residenti alla civiltà. A questa latitudine “non puoi ragionare, e allora gli lasciamo fare ciò che vogliono e poi quando la situazione è proprio insopportabile vengono a pulire”.

La situazione è insopportabile ora, anche perché al netto degli interventi spot non si è mai riusciti a dare alla brava gente delle zona la sensazione di poter denunciare, sollevare problemi, pur chiededoglielo apertamente. Per vivere tranquillo devi farti i fatti tuoi.

Il presidente di Municipio, Gianni Moretti, interpellato da Dino Rizzi, ci ha fatto sapere di una delibera che porta la data di venerdì scorso, con la richiesta di abbattimento dell’ex mercato. Persino il rigattiere abusivo è dubbioso: “Lo dicono da dieci anni che qui devono abbattere tutto, ma non lo fanno. Quando succederà andarò via”. Quando e se accadrà. A scanso di equivoci, perché non vogliamo scaricare tutto il peso del disastro su questa amministrazione, la primaria responsabilità è quella attribuibile a criminali e luridi, i veri amministratori del quartiere San Pio.

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