Concorso della Multiservizi, le “sorprese” non finiscono mai. Si sono svolte infatti le prove orali, dopo gli scritti di cui vi abbiamo già reso conto e che tanto clamore hanno suscitato, come probabilmente succederà anche in questo caso. Prima di poter accedere all’aula in cui si svolgeva il colloquio, i cinque membri della commissione d’esame hanno provveduto a sequestrare i telefoni cellulari agli esaminandi, al contrario di quanto avvenuto allo scritto, dove la misura avrebbe avuto senso, visto e considerato che erano anche vietati.

Non tutti i presenti sono stati ammessi alla prova, anzi, per alcune categorie ne sono stati esclusi anche la metà, come per esempio nel caso dei muratori, dove ne sono stati scartati due su quattro, o nel caso dei tre idraulici sui nove presenti. Ma come si è arrivati alla riduzione degli aspiranti? Facile, dalla verifica dei requisiti. La domanda viene naturale: perché il controllo non è stato eseguito prima degli scritti? La risposta al momento non è nota.

Quanto alle domande rivolte ai candidati in sede di colloquio, la commissione si è limitata a due quesiti: uno specifico inerente la mansione per cui si presentava l’esaminando e l’altra in merito alla sicurezza, gettonatissimo il riconoscimento di un cartello indicatore, come per esempio quello dell’estintore. Durata del colloquio, non più di 2-3 minuti.

In tutto questo, si stanno ancora aspettando i chiarimenti chiesti da più parti su quanto avvenuto alla prova scritta. Chissà che l’esposto presentato in Procura dal presidente della Multiservizi Francesco Biga sortisca gli effetti sperati. Lui stesso, in prima persona, deve rispondere alle osservazioni mosse dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Sabino Mangano.

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