E venne il giorno del corteo. Temuto, atteso, per certi versi anche “maledetto”, in senso lato, da chi ha dovuto parcheggiare la macchina a chilometri di distanza, da chi ha barricato la propria attività sperando di non vedersela distrutta come successo in occasioni analoghe, da chi è letteralmente scappato dalla città blindata e presidiata.

Dietro striscioni contro la TAP, contro la Porsche di Nardò, all’ombra delle bandiere dei cobas e dei centri sociali occupati, il corteo anti G7 si è radunato a parco 2 giugno, da dove è poi partito alla volta di via Capruzzi, a ridosso del centro cittadino, dove dovrebbe concludere il suo percorso sperando che vada tutto liscio.

Già alla partenza, però, non sono mancati attimi di tensione tra manifestanti e Forze dell’Ordine. Un autobus di No Tap proveniente da Lecce è infatti stato fermato per un controllo document, contestato dagli organizzatori del corteo. Che l’aria si tesa, nonostante i toni assolutamente pacati e civili della discussione, è comunque ben evidente.

“È una maniera fortemente invasiva – dice lo speaker al megafono – nonostante 2mila poliziotti, nonostante droni, nonostante la zona rossa, il potere chiede maggiore controllo a questa manifestazione”.

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