Più che il fuso orario è il modo di festeggiare diverso dal solito. In via Conella, ad Adelfia,  il giorno della vigilia di Capodanno da 33 anni si rinnova una tradizione. Intorno alle 16, 8 ore prima della mezzanotte, 3 negozianti si scambiano gli auguri coinvolgendo anche residenti e passanti.

C’è tutto: il conto alla rovescia, lo spumante, ma soprattutto la voglia di stare insieme, nonostante la vita quest’anno abbia presentato a molti un conto salatissimo. Niente botti. Un segnale di rispetto per le persone più deboli, i defunti e gli animali. Tutto nacque alla fine degli anni ’80. Anima di quel brindisi era Nunziatina, una commerciante scomparsa prematuramente.

Da allora è cambiato tutto, o quasi. Di sicuro non quel piccolo festeggiamento simbolico, fatto anche in suo nome. Lo abbiamo scritto oggi, raccontando la storia di Franco e Pia, che le botteghe rappresentano la vita di un quartiere, di una periferia, di chi non ha la possibilità di raggiungere altri luoghi per fare la spesa o per averla a domicilio quando serve.

Cogliamo l’occasione per porgere anche a voi i nostri auguri, semplici e diretti come in fondo siamo noi. Buon 2020, con la speranza possa riservare a tutti un momento di gioia in mezzo a situazioni più complicate.

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