“Non pensavo che questo paese diventasse così, nessuno vuole affittarci una casa nonostante il Comune si sia detto disponibile a pagare due anni di affitto a 250 euro al mese”. Filomena è amareggiata. La responsabile dei Servizi Sociali di Palo del Colle aveva dato loro un ultimatum. La famiglia Lamacchia avrebbe dovuto lasciare la casa, data come emergenza abitativa, entro oggi alle 12.

“Non hai idea di quanti proprietari si siano tirati indietro – continua Filomena – non sappiamo più che fare. Mi sto esaurendo e sto male, non tanto per me e mio marito quanto per i nostri figli”. La situazione è complicata. Nella struttura in via Abate Fornari, fino ad ottobre scorso, erano ospitati i migranti gestiti dalla Cooperativa San Sebastiano di Gravina. Un affitto di 1.600 euro al mese e l’impegno di liberare l’immobile entro il 6 febbraio. In caso contrario, si sarebbe provveduto a prolungare di un altro anno l’affitto allo stesso costo.

Insostenibile per la cooperativa, che aveva dato la sua disponibilità ad ospitare i Lamacchia gratuitamente su invito dell’Amministrazione comunale. Quest’ultima, però, non è riuscita a trovare una sistemazione alla famiglia, se non la costosa ospitalità in una comunità di Cassano. Soluzione non accettata dei Lamacchia. Filomena e Giovanni non saprebbero come fare a tirare avanti in quel modo, avendo dei piccoli lavoretti nella zona di Palo.

Il problema è che la cooperativa pressa per rientrare in possesso dell’immobile, da restituire al proprietario così come era stato consegnato loro. La data della consegna si avvicina e i Lamacchia sono disperati. Hanno già svuotato gli armadi e riposto le le loro cose nei cartoni. “È tutto pronto – dice in lacrime Filomena – ma se andiamo via di qua che fine faremo? Non pensavo che questo paese diventasse così”.

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