Un lungo applauso saluta l’uscita dei primi otto cani dalla casa dov’erano segregati. Il giorno dopo la pubblicazione della nostra denuncia, con l’autorizzazione del magistrato, Carabinieri, Carabinieri Forestali e Polizia Locale sono intervenuti in via Machiavelli, a Palo del Colle.

Un’operazione tutt’altro che facile, considerato l’atteggiamento delle due donne, madre e figlie, che da alcuni anni stanno dando il tormento ai vicini di casa. Puzza nauseabonda e chiasso a qualunque ora del giorno e della notte sono diventati insopportabili nelle ultime settimane.

Le prime ad entrare sono due volontarie dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali) di Bari. La più giovane delle due donne inquiline detta le regole, dice persino di dover chiamare il giudice. Farnetica sul fatto che qualcuno voglia sottrarle un fidanzato che non c’è. Il sopralluogo è impietoso. All’interno dell’immobile ci sono 24 cani. Le condizioni di maltrattamento (troppi animali in uno spazio così piccolo) sono accertate anche dal veterinario della Asl di Bari, arrivato da Ruvo.

Tutti i cani vengono messi in un paio di gabbie e trasportini e condotti al canile sanitario di Terlizzi. Sono visibilmente spaventati. Alla fine, come prevedibile, i Carabinieri procedono anche al sequestro della Fiat Panda che le due donne utilizzano per i propri spostamenti, perché sprovvista di assicurazione, bollo e revisione.

Un primo passo verso la normalizzazione della vita in via Machiavelli, seppure mamma e figlia andrebbero aiutate per evitare che tutti possano ripiombare nell’inferno di questi anni.

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1 COMMENTO

  1. In relazione all’articolo “Palo, salvi i 24 cani segregati in casa: finisce l’inferno dei vicini. Restano due donne da aiutare” voglio anzitutto farvi i miei personali complimenti per la gestione di questa emergenza di carattere sanitaria ed umana. E’ molto evidente che le donne hanno dei problemi che vanno risolti con l’aiuto dei Servizi Sociali e di uno psicologo.
    Vi scrivo in particolare per l’azione “sprovveduta” dei Volontari ANPANA in lotta da sempre con altre Organizzazioni – ad esempio – l’ENPA. Una pagina nera con un susseguirsi di denunce e di azioni legali come del resto risulta anche per i Volontari delle Guardie Ecozoofile che posseggono una nomina Prefettizia di Guardie Particolari Giurate e quindi Pubblici Ufficiali utilizzata però per finalità e modalità che non sempre sono congrue con ciò che il loro statuto indica.
    Pistole, manette, auto e divise molto simili ad altre Istituzioni dello Stato (Forestale, Finanza, ecc), palette e lampeggianti, un modus operandi totalmente in contrasto con la definizione “Volontario” e, come accennato, con i veri scopi per cui sono state costituite le diverse sezioni sparse per l’Italia.
    Sono di Roma e mi occupo di Protezione Civile da oltre 20 anni, e haimè, troppe volte mi sono scontrato con questi individui in diverse occasioni, anche nelle zone terremotate dove, a loro dire, il loro ruolo era quello di compiere “sorveglianza armata” anti sciacallaggio, ruolo che invece compete alle Forze dell’Ordine ed alle Forze Armate. Un delirio preoccupante per chi si aspetta invece un’utilizzo diverso di queste Organizzazioni di carattere ambientalistiche e cinofile, atte in particolar modo a difendere la natura e gli animali, compiere azioni di contrasto al bracconaggio IN AUSILIO ai Carabinieri Forestali ed ai Guardiaparco Regionali.
    Siete un giornale d’azione, molto ben strutturato, pertanto è (anche) a voi che chiedo di indagare sulle reali attività di costoro in particolare su come intervenire correttamente senza arrecare “inganno” alla cittadinanza. Marco.

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